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Inchieste - scaduto

La mesta pista

La pista ciclabile di Reggio Calabria non rispetta la normativa in materia, né il comune buon senso del cittadino, vediamo perché - 

MARCIAPIEDI verniciati di rosso, buche e pavé. Che tristezza la pista ciclabile di Reggio Calabria.

Brutta, priva degli elementari standard di sicurezza e sprezzante della normativa che ne dovrebbe regolamentare le caratteristiche tecniche. È un vero e proprio percorso ad ostacoli, una metafora del viaggio “interruptus”, un tragitto che racconta come è possibile trasformare un’occasione in uno spreco di fondi europei.

E sì, perché la “mesta pista” o “via dei panettoni gialli” (come da molti reggini ormai additata per via degli orridi separatori) rientra nel più ampio “Progetto Integrato di Sviluppo Urbano” (P.I.S.U.) ed è stata finanziata con il POR Calabria 2007-2013, FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale), per un importo complessivo di appalto pari a € 1.717.446,81, finanziato per l’intero a valere sul “Programma Operativo Regionale Calabria FESR 2007/2013–Linea d’intervento 8.1.2.2”, come si legge nel bando che è possibile scaricare al seguente indirizzo web: http://www.pisureggiocalabria.it/index.php/bandi-scaduti/category/17-realizzazione-di-un-circuito-di-piste-ciclabili.

Ma procediamo con ordine e proviamo a vedere insieme perché la pista in questione, fortemente voluta dall’amministrazione Arena (il progetto esecutivo è stato approvato con deliberazione di Giunta Comunale n. 235 del 01/08/2012), prima che il Comune di Reggio Calabria venisse sciolto per contiguità con organizzazioni mafiose, non rispetta la normativa in materia, né il comune buon senso, né la “procedura per l’affidamento in appalto dei lavori di realizzazione del circuito”. Partiamo proprio dal bando (Clicca qui per scaricare il Bando).

All’art. 3, rubricato “OGGETTO DELL’APPALTO”, si legge testualmente: “L’intervento prevede la realizzazione di un sistema di piste ciclabili di 11 chilometri che collegherà il centro storico della città alla periferia sud, partendo dal Lido Comunale e raggiungendo la frazione di San Leo di Pellaro. E’ prevista altresì la dotazione di un sistema di bike-sharing, in grado di soddisfare la domanda proveniente in particolare da turisti e non residenti”. In realtà la pista, al momento, è lunga circa 8 chilometri e parte dal Lido comunale per arrivare in via Padova, abbandonando il tratto costiero alla foce del Calopinace per passare dalla via Barlaam e dal Viale Calabria. Del sistema di “bike-sharing” (Wikipedia – Il bike sharing è uno strumento di mobilità sostenibile … prevede che siano installate delle stazioni in diversi punti della città dove collocare le biciclette. Le biciclette sono bloccate e sono utilizzabili dopo averle sbloccate o con una chiave o con una tessera contactless RFID) neanche l’ombra, naturalmente, ma non è certo il caso di fare gli schizzinosi, considerato che l’opera in sé ha ben altri problemi e criticità, in primo luogo quelli relativi alla sicurezza.

Prendiamo come punto di riferimento il Decreto del Ministero dei lavori pubblici n. 557 del 30 novembre 1999, che contiene il “Regolamento recante norme per la definizione delle caratteristiche tecniche delle piste ciclabili”, e che detta (come si legge all’art. 1) le linee guida “finalizzate al raggiungimento degli obiettivi fondamentali di sicurezza e di sostenibilità ambientale della mobilità”. Basta leggere i seguenti articoli (si consiglia la consultazione nella banca dati costantemente aggiornata del Ministero, www. normativa.it), per rendersi conto che la pista ciclabile di Reggio Calabria è un crescendo di violazioni: 4 (Elementi per la progettazione), 6 (Definizioni, tipologia e localizzazione), 7 (Larghezza delle corsie e degli spartitraffico), 9 (Attraversamenti ciclabili), 10 (Segnaletica stradale), 11 (Aree di parcheggio) e 12 (Superfici ciclabili).

In particolare, proprio l'art. 12 recita: “Sulle piste ciclabili deve essere curata al massimo la regolarità delle superfici per garantire condizioni di agevole transito ai ciclisti”. E invece, per lunghi tratti la pista presenta la pavimentazione in pavé, che non è adatta per opere di questo tipo (Guarda VIDEO "Pista ciclabile RC, differenza tra pavé e asfalto"), costituita da cubetti di pietra: una vera e propria tortura per chi si arrischia con un mezzo a due ruote, tortura lunga quasi due chilometri, tutta la lunghezza della Via Marina Bassa (Guarda VIDEO "Pista ciclabile RC, primo tratto in pavé"). Ma neanche i tratti asfaltati presentano superfici regolari e di certo non curate (Guarda VIDEO "Pista ciclabile RC - buche e irregolarità"), con buche e irregolarità di ogni tipo. Con questo non si vuole certamente dire che si doveva asfaltare la Via Marina Bassa, ma si vuole evidenziare il fatto che non si possono semplicemente verniciare di rosso i marciapiedi e tirare linee bianche sul pavé per dire di aver consegnato alla città una pista ciclabile. Ma andiamo avanti, perché non è finita qui: la "Via dei panettoni gialli" è un romanzo dalla trama complessa, tutta da scoprire.

Passiamo al secondo comma dell'art. 12 : “Sulle piste ciclabili non e' consentita la presenza di griglie di raccolta delle acque con elementi principali paralleli all'asse delle piste stesse, né con elementi trasversali tali da determinare difficoltà di transito ai ciclisti”. E invece, difficile da crederci, le griglie non a raso si incontrano nel tragitto, ad esempio nel Viale Calabria. Per non parlare di tutti gli altri elementi di pericolo.

Ripercorriamo insieme i diversi tratti e scopriamoli insieme.

Zona via marina bassa. La pavimentazione risulta non idonea e scivolosa in caso di pioggia. Voilà: due chilometri di pavé. In diversi tratti è presente poco spazio riservato al passaggio dei pedoni, oltre alla presenza di numerosi ostacoli. E poi, dulcis in fundo, la pista costeggia le panchine in pietra: che dire, ottima scelta progettuale!

[caption id="attachment_2162" align="aligncenter" width="300"]Incipit pista ciclabile Primo tratto della  pista ciclabile[/caption]   [caption id="attachment_2163" align="aligncenter" width="300"]Pista ciclabile in pavè e poco spazio per ciclisti Pista ciclabile in pavé[/caption] [caption id="attachment_2164" align="aligncenter" width="300"]La pista ciclabile costeggia le panchine in pietra La pista ciclabile costeggia le panchine in pietra[/caption] [caption id="attachment_2165" align="aligncenter" width="300"] Pista ciclabile in pavé[/caption] [caption id="attachment_2166" align="aligncenter" width="300"] Fine tratto Via Marina Bassa[/caption]

Zona stazione-"Tempietto". Per lunghi tratti la pista ciclabile ha preso il posto del marciapiede, che non esiste più. Eppure il pedone dovrebbe essere considerato prima del ciclista. La cosa più naturale sarebbe stata realizzare il percorso accanto al marciapiede e non farlo coincidere. I blocchi che delimitano la pista nella zona in prossimità del "Tempietto" sono pleonastici, in quanto il verde (presente nella zona) funge già da delimitatore. In questo spazio, inoltre, l'opera in questione assume una conformazione a “gincana”, oltre ai numerosi ostacoli che si incontrano strada facendo.

[caption id="attachment_2168" align="aligncenter" width="300"]Ecco un bel lampione in mezzo alla pista Ecco un bel lampione in mezzo alla pista[/caption] [caption id="attachment_2169" align="aligncenter" width="300"]2 Gincana coi panettoni gialli[/caption] [caption id="attachment_2171" align="aligncenter" width="300"]L'estetica non è tutto L'estetica non è tutto...[/caption] [caption id="attachment_2172" align="aligncenter" width="300"]Gi immancabili tombini Gli immancabili tombini[/caption]

Sottopasso via Barlaam - Largo Ponte Nuovo Calopinace. Qui la pista diventa addirittura “idrociclabile”: ebbene sì, quando piove non è possibile attraversare il sottopasso perché pieno d’acqua (cosa indicata anche dalla segnaletica!). C'è da dire anche che prima di entrare nel sottopasso c'è il segnale di "fine pista ciclabile": è presente quindi un'interruzione e infatti la pista riprende sul Ponte Calopinace, dove c'è un'altra bella sorpresa per i ciclisti che ignari pedalano in senso inverso: un "cordiale" divieto di accesso. Ricapitolando, se si percorre la pista direzione Via Marina-Calopinace si ha comunque la possibilità di accedere al sottopasso (anche se il tratto non è coperto da percorso ciclabile e sempre che non abbia piovuto), se invece si pedala nel senso inverso (Calopinace-Via Marina) una volta giunti in prossimità del sottopasso non rimane che ritornare indietro. E beh...

Il tratto del Ponte Calopinace, poi, è in assoluto la parte del tragitto più “critica” dal punto di vista della sicurezza: si deve oltrepassare un tratto stradale che interrompe l’andamento del percorso ciclabile, le macchine attraversano la pista e tutto ciò è reso ancora più pericoloso dal fatto che vi è una scarsissima illuminazione notturna.

[caption id="attachment_2174" align="aligncenter" width="300"] Segnaletica verticale prima del sottopasso: "fine pista ciclabile"[/caption] [caption id="attachment_2175" align="aligncenter" width="300"] Pista "idrociclabile"?[/caption] [caption id="attachment_2176" align="aligncenter" width="300"]Irregolarità nella pista, proprio nel tratto più pericoloso Irregolarità nella pista, proprio nel tratto più pericoloso[/caption] [caption id="attachment_2177" align="aligncenter" width="300"] Divieto di accesso[/caption] [caption id="attachment_2178" align="aligncenter" width="300"] Tratto in cui la pista è interrotta dalla strada[/caption] [caption id="attachment_2179" align="aligncenter" width="300"] Altro tratto pericoloso in cui la pista è interrotta[/caption]

Zona stazione Carabinieri. Qua troviamo le griglie di raccolta delle acque con elementi paralleli all'asse della pista, cosa assolutamente vietata dal decreto ministeriale 557 del 1999. Oltre le buche, gli altri tombini e le irregolarità che ne fanno uno dei tratti più "piacevoli" . Senza considerare che la pista si interrompe nuovamente prima di immettersi nel viale Calabria, in una zona ad intenso traffico, dove i problemi per la sicurezza sono elevati. 

[caption id="attachment_2180" align="aligncenter" width="225"] Griglie di raccolta delle acque con elementi paralleli all'asse della pista[/caption] [caption id="attachment_2181" align="aligncenter" width="225"]2 Tombini, buche e irregolarità[/caption]

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[caption id="attachment_2184" align="aligncenter" width="300"]Altra interruzione prima di immettersi nel Viale Calabria Altra interruzione prima di immettersi nel Viale Calabria[/caption]

Zona Viale Calabria. La pista è caratterizzata da molte interruzioni, attraversamenti e totale assenza di segnaletica, nonché da incuria, presenza di buche e tombini scoperti. In diversi tratti sono addirittura presenti dei gradini. Per non parlare degli ormai famigerati marciapiedi verniciati di rosso, anche laddove insistono numerose attività commerciali, la qual cosa è espressamente vietata dalla normativa di riferimento. 

[caption id="attachment_2185" align="aligncenter" width="300"]Dislivelli Dislivelli[/caption] [caption id="attachment_2186" align="aligncenter" width="300"] Interruzioni e buche[/caption] [caption id="attachment_2187" align="aligncenter" width="300"]3 Marciapiedi verniciati di rosso = pista ciclabile?[/caption] [caption id="attachment_2188" align="aligncenter" width="300"] Pista ciclabile davanti agli esercizi commerciali[/caption] [caption id="attachment_2189" align="aligncenter" width="300"]6 Interruzioni nell'ultimo tratto del Viale Calabria[/caption] [caption id="attachment_2190" align="aligncenter" width="300"] Via Padova[/caption]

Anche l'altro lato del Viale Calabria (direzione Via Padova - Ponte Calopinace) presenta numerose criticità:

[caption id="attachment_2191" align="aligncenter" width="300"] Marciapiedi e interruzioni[/caption]

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[caption id="attachment_2193" align="aligncenter" width="300"] Marciapiede verniciato di rosso davanti a esercizi commerciali[/caption] [caption id="attachment_2194" align="aligncenter" width="300"] Interruzioni e dislivelli[/caption] [caption id="attachment_2195" align="aligncenter" width="300"] Griglia di raccolta delle acque[/caption] [caption id="attachment_2197" align="aligncenter" width="300"] Tratto antistante la stazione dei Carabinieri nel Viale Calabria[/caption]

Terminato il nostro viaggio non si può fare a meno di ritornare all’art. 3 del Bando per la realizzazione del circuito, nel quale viene enunciato esplicitamente l’”obiettivo specifico dell’intervento”, ovvero quello di “dotare la città di un sistema di piste ciclabili commisurabile con la media nazionale delle città capoluogo di provincia, promuovendo l’uso della bicicletta sia come mezzo per gli spostamenti turistici di media e lunga percorrenza, sia come quotidiano mezzo di trasporto urbano”. Ebbene, se questo è il modo di promuovere l’uso della bicicletta, c’è ancora tanto, ma tanto da pedalare…

Cari cittadini reporter, sulla base degli articoli interessati del Decreto ministeriale 557/1999 (clicca per scaricare gli  Articoli D.M. 557 del 1999), del Bando e delle foto pubblicate sopra, o sulla base della vostra esperienza diretta, aiutateci ad individuare tutte le altre violazioni della normativa entro la data di scadenza di questa Inchiesta, oppure inviateci i vostri commenti o le foto della “mesta pista” fatte da voi. Il tutto sarà poi rielaborato e pubblicato nella sezione Giornale.

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