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La.Bo.Ro.Bis, tradizioni artigiane e cultura senza ostacoli

La.Bo.Ro.Bis, tradizioni artigiane e cultura senza ostacoli

Visitiamo i laboratori artigiani-artistici nel Museo Arti e Mestieri della Provincia di Cosenza, per riscoprire la nostra identità storica e artistica attraverso l’esperienza tattile_

RECUPERARE e valorizzare gli antichi mestieri, la tradizione artigiana, ma non solo: la storia che ci accingiamo a rielaborare, avviata da Simona Sità, con molti contributi video (raccolti grazie ai nostri cittadini attivi, tra cui Maria Gabriella Fittante), va oltre. E sì, perché si riappropria di una importante identità storica e artistica nell’ottica del dialogo intergenerazionale e dell’inclusione sociale.

Come? Cerchiamo di capirlo insieme.

Stiamo parlando di “La.Bo.Ro.Bis – La Rete”, un progetto attraverso cui il Settore politiche comunitarie-culturali della Provincia di Cosenza ed il MaM (Museo delle arti e dei mestieri) propongono l’estensione della rete delle arti e dei mestieri del territorio cosentino.

L’iniziativa è articolata in più fasi e ha l’obiettivo di costituire una rete territoriale delle arti e dell’artigianato artistico calabrese, che abbia quale punto centrale le esperienze del MaM, con attività realizzate sui territori.

Ricordiamo che la provincia di Cosenza aveva già realizzato il progetto “La.Bo.Ro.Bis – Due laboratori-Due Botteghe-Due Comuni della Provincia di Cosenza, Rogliano e Bisignano”, finanziato dall’UPI nell’ambito del Programma Azione ProvincEgiovani2013: adesso, quindi, si prosegue l’esplorazione del territorio alla riscoperta delle isole di artigianato vive ed attive, nonostante l’incalzare della modernità. Perché? Beh, per accendere su di esse i riflettori della conoscenza in un’ottica di crescente ampliamento che vada oltre i confini provinciali.

Prima di vedere i contributi inviati dai nostri cittadini, però, spieghiamo quali sono le due anime di “La.Bo.Ro.Bis – La Rete”, o meglio dire le due linee direttrici.

Iniziamo con la prima: l’esperienza laboratoriale per i non vedenti e gli ipovedenti presso il MaM, in conformità con le indicazioni ministeriali di inclusione alla cultura.

Cos’è il “MAM accessibile”? Bene, è la riscoperta delle tradizioni artigiane attraverso l’esperienza tattile con l’ausilio di laboratori artigiani-artistici nel Museo delle Arti e dei Mestieri. Questa fase prevede una sperimentazione sull’attività esperienziale di riscoperta dell’artigianato artistico che favorisce l’inclusione sociale di categorie svantaggiate: peculiarità del Laboratorio è proprio quella di favorire l’accessibilità dei non vedenti e ipovedenti alle collezioni e all’arte della lavorazione della pietra. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con l’Unione Italiana Ciechi, Sezione di Cosenza, con il Museo Statale Tattile “Omero” di Ancona e ha il patrocinio della Banca BCC Mediocrati di Rende (CS). Grazie al progetto “La.Bo.Ro.Bis”, inoltre, il laboratorio attivo presso il MaM è stato dotato di una moderna stampante tridimensionale e dei servizi connessi, in grado di riprodurre in 3D le opere che si realizzeranno, consentendo di coniugare efficacemente le antiche tecniche con le più moderne tecnologie, in una sinergia possibile e necessaria tra il passato ed il presente, tra l’interesse delle giovani generazioni per le tecnologie e la possibilità di applicarle in settori tradizionali solo pregiudizialmente esclusi.

Al riguardo, possiamo vedere il video inviato da Maria Gabriella Fittante.

Vediamone un altro, dai.

Passiamo alla seconda linea direttrice del progetto “La.Bo.Ro.Bis – La Rete”, denominata “Mam e territorio: la Provincia di Cosenza per una rete dell’artigianato artistico regionale. L’arte del passato nel nostro presente”. Si tratta di progetti- pilota sui Laboratori artigiani (ceramica, tessuti, oreficeria, legno, pietra e altro ancora) negli altri cinque Comuni della provincia. Laboratori di terracotta e ceramica ad Altomonte e Trebisacce; oreficeria, impaglio e ferro battuto a Zumpano; lavorazione del legno a San Donato di Ninea.

Insomma, il MaM, oltre a divulgare a maestri ed allievi le finalità e la missione del Museo delle Arti e dei Mestieri, arricchirà il bacino degli artisti che espongono nel Museo, facendo confluire all’interno della propria collezione permanente i lavori che di volta in volta saranno realizzati. Difatti, le opere più significative realizzate nelle singole categorie artigiane verranno date in comodato d’uso gratuito al MaM ed inserite nella sua collezione permanente e saranno oggetto di una specifica pubblicazione divulgativa.

Gustiamoci allora qualche video sulle Opere realizzate dagli scalpellini e la lavorazione della pietra.

Di seguito un altro contributo video pubblicato da Maria Gabriella Fittante, dal titolo “Riconoscere al tatto le diverse tipologie di materiali” e che testimonia un momento dell’esperienza tattile con il maestro scalpellino Gabriele Ferrari.

Bene, è arrivato il momento di chiudere questa rielaborazione e vogliamo farlo con un interessante contributo testuale, inviato dal Museo delle Arti e dei Mestieri e firmato dalla dottoressa Anna Cipparrone, storico dell’arte, dal titolo “La riscoperta delle tradizioni artigiane attraverso l’esperienza tattile“, che riportiamo integralmente di seguito per la vostra lettura:

<<Laboratori artigiani-artistici nel Museo Arti e Mestieri della Provincia di Cosenza per una cultura senza ostacoli.

In una congiuntura economica e culturale che vede i Musei italiani protagonisti di una concreta azione di consapevolizzazione della propria unicità, ma anche e soprattutto in una fase di recupero e rafforzamento della propria identità culturale, l’accessibilità MUSEALE diventa un tema di fondamentale importanza per i Musei italiani.

In conformità con le indicazioni ministeriali di creare e diffondere una “Cultura senza ostacoli”, in continuità con le attività esperienziali del Museo delle Arti e dei Mestieri della Provincia di Cosenza -unicum sul territorio nazionale nella direzione di un concreto e radicato recupero delle tradizioni artigianali-artistiche tramite la loro ricostruzione filologica con il dialogo tra le fonti (archeologiche, storico artistiche, documentarie ed artigianali), ma anche e soprattutto con la costante attività dei laboratori artigiani rivolti ai visitatori- il MaM coniuga i suoi intenti istituzionali con il progetto LA.BO.RO.BIS della Provincia di Cosenza –Settore Politiche Comunitarie- politiche culturali, nato per sostenere e non disperdere le attività artigianali presenti sul territorio cosentino attraverso un concreto impegno nella trasmissione dei saperi dal maestro alle nuove generazioni.

Un progetto, ed una mission museale, che si incrociano e si uniscono per realizzare sia in termini espositivi che economici ed occupazionali un solido fil rouge fra le antiche tradizioni artigianali-artistiche del territorio cosentino e le nuove generazioni, promuovendo lo scambio fra tradizione e innovazione, centro e periferia e, soprattutto con l’intento di rivolgersi al di fuori dei confini provinciali e poi regionali e di coinvolgere un sempre più vasto e motivato pubblico.

Partner del progetto MaM accessibile è, difatti, il Museo statale tattile Omero di Ancona, oltre a BCC Mediocrati che ha accolto e sostenuto il progetto. Il MaM si configura così come luogo di apprendimento costante, luogo in cui il confine tra l’artifex e l’artista scompare, il luogo in cui anziani maestri e giovani maestri trasmettono le loro personali esperienze e dove gli allievi sviluppano nuove competenze.

Il progetto MaM accessibile, pensato in collaborazione con l’Unione italiana Ciechi, sezione di Cosenza intende valorizzare l’aspetto materico della sua collezione museale (che già si presta alla conoscenza tattile) da parte del pubblico di non vedenti e ipovedenti, ma vuole anche rafforzare l’aspetto esperienziale istituendo i laboratori tattili Vedere attraverso la Pietra.

La pietra è una grande risorsa del nostro territorio. Cave di pietra esistevano un tempo a San Giovanni in Fiore, Fuscaldo, Rogliano, Altilia e in altri C entri del cosentino laddove si costituirono, per ovvie ragioni, fiorenti scuole di scalpellini. Anzi di sciardari, come le fonti li ricordano nel territorio di Rogliano. Maestranze richieste e apprezzate fin dal XV secolo per la realizzazione di rosoni, mensoloni, mascheroni, chiavi di volta, portali e tutti quegli elementi decorativi architettonici che la nobiltà locale e gli Ordini religiosi commissionavano per i rispettivi edifici; elementi architettonici che oggi consentono ai nostri borghi di essere annoverati tra i borghi più belli d’Italia. Quante volte, passeggiando, notiamo mascheroni sui portali, stemmi nobiliari o fini decorazioni ornamentali: esse furono opera degli scalpellini locali.

Una tradizione molto radicata che il Museo delle Arti e dei Mestieri, in vista di una futura mostra sulla Pietra, vuole testimoniare così come è accaduto con le iniziative che hanno visto protagoniste le lavorazioni al telaio, l’oreficeria, la ceramica e il legno. Materie tattili di cui il cittadino deve riappropriarsi, esperienze artigiane che il visitatore deve conoscere e ri-conoscere per sentirsi, con esse, parte di un’identità storica>>.

QUESTA RIELABORAZIONE È STATA REALIZZATA GRAZIE AI CONTRIBUTI INVIATI DAI CITTADINI PARTECIPANTI ALLA STORIA “Rete territoriale delle arti e dell’artigianato”. PER VEDERE I CONTRIBUTI PUOI CLICCARE ANCHE SUL TITOLO DELLA STORIA O SUI SINGOLI CONTRIBUTI IN CALCE A QUESTA RACCOLTA.

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