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Innovazione in Calabria, le priorità

Innovazione in Calabria, le priorità

Quali sono le priorità innovative per i calabresi? Scopriamolo insieme, leggendo i commenti del FORUM di Cinùria che riprendono le 10 azioni individuate dalla community “Tecnologia, Innovazione e Trasferimento Tecnologico” dell’Ambrosetti Club_

STIMOLARE il dibattito su un problema cruciale per la Calabria”, questo l’obiettivo dichiarato del FORUM di Cinùria, che si interroga e ci interroga sulle priorità innovative che riguardano la nostra regione.

Come ci ricorda Deborah De Rose “oggi parlare di innovazione è per molti una grande moda”, per questo è sempre molto difficile delinearne i margini di discussione, facendo in modo che se ne discuta in maniera fruttifera e priva di retorica.

Partiamo, allora da un documento (proposto da Simona Sità con contributo del 4 dicembre scorso, dal titolo “Le priorità per migliorare l’ecosistema dell’innovazione in Italia”) che ci permette di sviluppare un ragionamento su alcune linee direttive: le 10 azioni per sviluppare l’innovazione in Italia, elaborate dalla community “Tecnologia, Innovazione e Trasferimento Tecnologico” dell’Ambrosetti Club, noto forum economico internazionale.

Leggiamo insieme quali sono in sintesi, rimandando al documento per la lettura integrale:

  1. Definizione di una strategia nazionale dell’innovazione, focalizzando gli ambiti tecnologici e della ricerca prioritari, orientati al mercato e alla competitività industriale.
  2. Creazione di una struttura permanente consultivo-propositiva formata da esperti ed imprenditori (con gli obiettivi di stimolare e valorizzare l’ecosistema dell’innovazione in Italia e formulare proposte di policy, lanciare idee per progetti pilota, proporre iniziative e strumenti per potenziare l’attrattività dell’ecosistema Paese.
  3. Introduzione di agevolazioni corpose per la ricerca privata.
  4. Promozione di fondi pubblici e privati di venture capital (un fondo di venture capital solitamente investe in capitale finanziario nelle imprese che sono molto rischiose per i mercati dei capitali standard o dei prestiti bancari)
  5. Predisposizione di un piano per la creazione di Università tematiche per l’Italia.
  6. Implementazione di nuovi strumenti per il trasferimento tecnologico.
  7. Creazione della cultura del trasferimento tecnologico, con professionisti del tech transfer e dottorati applicati alla ricerca industriale
  8. Attribuzione di titolarità dei brevetti all’Università e dei diritti morali agli inventori con premi equi.
  9. Lanciare un “Programma d’urto” per la valorizzazione dei giovani talenti della ricerca.
  10. Previsione di programmi scolastici per l’insegnamento di materie funzionali all’innovazione e all’imprenditorialità.

Bene, a questo punto passiamo alle proposte e ai commenti del forum, partendo da alcune parole chiave che è possibile individuare nella discussione dei nostri cittadini attivi.

Iniziamo da “comunità locali“.

Per Alessia Tenuta << L’innovazione deve portare al miglioramento del benessere delle comunità locali. È necessario un continuo coinvolgimento dei destinatari (diretti e indiretti) degli interventi, a partire dalla fase di definizione fino a quella di valutazione. Riuscire a comprendere i bisogni percepiti dai membri di un determinato territorio, gli aspetti della vita valutati come insoddisfacenti o quelli per cui si è pienamente soddisfatti permetterebbe di orientare gli interventi e le politiche mirate all’inclusione, all’inserimento, alla piena valorizzazione delle potenzialità degli individui. Inoltre, sarebbe possibile personalizzare gli interventi per ogni specifico territorio costruendo e rafforzando un sistema di rete che integri, i servizi sociali e sanitari, le politiche abitative e formative, i servizi per l’impiego e le politiche ambientali… Indubbiamente, la capacità di lettura delle realtà locali è inadeguata, ma la sfida da cogliere consiste nel costruire strumenti di misurazione delle potenzialità dei territori su cui far leva per promuovere linee di sviluppo e monitorare nel tempo lo stato di benessere di una comunità locale >>.

Del medesimo avviso Simona Sità:

<< Se vogliamo che le politiche d’innovazione funzionino davvero, bisogna sperimentare un approccio sistemico (di rete orizzontale) partendo dal basso e coinvolgendo nei processi decisionali le comunità territoriali, le imprese sociali e le piccole imprese locali, che rappresentano un valore per tutta la comunità: creano posti di lavoro e favoriscono i rapporti sociali. Il valore di queste attività deve essere tenuto in considerazione nell’elaborazione delle politiche innovative per la Calabria. Quale sarebbe l’impatto per la comunità locale e i costi per la spesa pubblica, nel caso in cui queste relazioni venissero a mancare? Le conseguenze non sarebbero solo economiche; quali per esempio perdita di posti di lavoro, isolamento crescente e ripercussioni sul benessere delle persone coinvolte e delle proprie famiglie; ma anche la perdita di un punto di riferimento per tutta la comunità. Da qui nasce l’esigenza di costruire in modo partecipato le nuove linee programmatiche mettendo al centro le comunità locali >>.

Anna Laura Orrico, invece, mette al centro due concetti chiave: condivisione e coworking:

<< Innovazione e Calabria sembrano due parole molto distanti, in realtà la distanza tra esse è data dalla misura in cui continueremo tutti a lavorare separatamente senza scambiarci idee, senza contaminarci, senza costruire insieme opportunità. Se immagino la Calabria del 2020 quando anche questa tranche di fondi europei sarà terminata, vedo tanti luoghi fisici e virtuali di coworking : ovvero luoghi dove attori sociali, economici e istituzionali si parlano quotidianamente, condividono progetti e costruiscono insieme opportunità. Connettersi gli uni agli altri, agevolare collaborazioni ed esperienze di co-creazione è ciò che vorrei vedere da oggi in Calabria. Costruire una programmazione europea regionale che vada a supporto di idee e progetti frutto di esperienze consolidate e credibili perché già condivise in uno “spazio comune“, dovrebbe essere secondo me il centro dell’attività politica regionale impegnata su questo tema. L’innovazione vera in Calabria saranno i calabresi quando capiranno che insieme si possono costruire grandi opportunità per tutti, da soli o con gli amici degli amici resteremo sempre come siamo ora >>.

Per Nino Florio innovare significa migliorare:

<< Innovare non significa cambiare lo stato delle cose ma migliorare lo stato delle cose, l’innovazione deve implicare il miglioramento, l’innovazione deve portare al miglioramento delle “prestazioni” e ciò vale sia per il settore pubblico che per quello privato. Dunque, un fenomeno che produce un cambiamento “positivo” che può essere di tipo “incrementale” ossia miglioramento delle prestazioni affinando le soluzioni già esistenti oppure possiamo parlare di innovazione radicale quando viene introdotto un sistema completamente nuovo, lo sviluppo di soluzioni strutturalmente diverse da quelle esistenti. In quest’ultimo caso l’innovazione distrugge e rende obsolete le competenze precedenti, il che implica che dovremmo fare cose che non sapevamo fare prima con impatto sul lavoro e l’introduzione di servizi aggiuntivi. Le osservazioni precedenti servono a far capire la funzione vitale dell’innovazione, non si può star fermi, non si può non migliorare e dunque non innovare. L’aumento della concorrenza: globalizzazione e internet ha avvicinato i settori a mercati perfetti: molte posizioni competitive acquisite sono diventate fragili. Allora per l’impresa l’innovazione diventa vitale per la sua sopravvivenza, essenziale per competere, serve a creare un monopolio temporaneo attraverso la creazione di nuovi prodotti, ma anche al termine del monopolio crea vantaggi permanenti, ossia benefici di reputazione, economie di apprendimento, controllo dei canali distributivi, ecc. Questa lunga premessa non lascia spazio ad alcun dubbio sul ruolo cruciale che svolge l’innovazione. Arrivando al punto, in questo periodo di forte crisi e di recessione occorre sostenere e incentivare, le start-up innovative e tutte le imprese calabresi che attivano processi innovativi e investono in innovazione… >>.

Francesca Greco pone l’accento sulla semplificazione:

<< Innovazione è innanzitutto semplificazione, abbattimento di barriere, in primis burocratiche, accesso ai processi decisionali ed estensione della “cosa pubblica” a tutti i cittadini. La semplificazione e quindi la digitalizzazione dei processi burocratici è condicio sine qua non affinchè si metta in atto la riorganizzazione della macchina amministrativa Italia, farraginosa ad ogni livello di governo, e si possa concretizzare una abbattimento di sprechi e costi. Il cittadino va collocato al centro dei processi. Vogliamo una burocrazia “customer oriented”. P.s. innovazione è anche poter accedere a piattaforme come la vostra senza dover puntualmente registrarsi e perdere tempo nell’individuare password e account che rispondano a criteri limitativi. Se volete allargare esponenzialmente la partecipazione alla vostra community, eliminate questo malsano meccanismo della registrazione! >>.

Meritocrazia e speranza, ecco le due linee direttrici per Deborah De Rose:

<< … Sono da sempre convinta che solo il confronto ed il dialogo possano innescare quei processi creativi ed intuitivi capaci di incidere concretamente sul tessuto sociale e culturale, quel confronto che nasce spontaneo in una chiacchierata tra appassionati, tra persone che si mettono in gioco e che decidono di spendersi per un bene comune che indirettamente migliorerà anche il proprio modo di vivere…. La Calabria è arrivata ad un bivio, per imboccare la via giusta è necessario ripartire da parole come Meritocrazia, Competenze e Trasparenza! I nostri giovani non hanno più speranza nell’ intraprendere alcuna strada, sono sfiduciati…bisogna riportare i giovani a sperare che un cambiamento sia possibile! La programmazione delle risorse pubbliche dovrebbe mirare a questo…portare le persone di nuovo a sognare, si deve solo iniziare e poi i sogni saranno contagiosi, le storie che avranno successo contageranno altri ed altri ancora…dovremmo puntare a innescare un circolo virtuoso capace di motivare quante più persone possibili a mettersi in gioco! Credo che si possa tentare, anzi è un obbligo tentare! Ricerca ed innovazione arriveranno da sole, in automatico, i giovani siamo pieni di energie latenti, molti hanno idee geniali ed innovative ma non tutti hanno i coraggio di buttarsi nella mischia, soprattutto se non se ne posseggono le risorse e qui in Calabria tutti sappiamo come sia più difficile ogni cosa, almeno dal punto di vista logistico e di accesso al credito! Entro il 2020 si dovrebbe seminare speranza e risorse ma guardando a lungo termine e sinergicamente, solo così si potrà sperare di raccoglierne i frutti anche dopo il 2020! Io mi rendo disponibile per qualsiasi progetto che abbia il sincero scopo di “accudire“ la mia amata Calabria, terra che ognuno dovrebbe vedere come una cosa propria preziosa, da custodire e valorizzare! Con l’auspicio che questo mio intervento (scritto di getto mi scuso per eventuali inesattezze) possa fornire degli spunti di riflessione validi, invio un saluto a tutti coloro che vorranno con competenza, professionalità ed amore contribuire a costruire ad individuare la strada giusta per una Calabria migliore! >>.

Chiudiamo il cerchio con Francesca Saraco, secondo cui è importante mettere al centro dei processi decisionali i cittadini:

<< La Commissione Europea nel documento Europa 2020 disegna per l’innovazione un ruolo cruciale nel quadro di una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Ma cosa vuol dire per la Calabria crescita intelligente, sostenibile e inclusiva? Si tratterebbe di migliorare e potenziare ciò che già c’è o è necessario ripartire da zero? Certamente si potrebbe iniziare supportando lo sviluppo di nuove conoscenze, di idee innovative capaci di dare risposte ai bisogni insoddisfatti del territorio. Il tutto non solo in un’ottica pubblicistica ma anche di valorizzazione del privato. Sarà importante, altresì, ascoltare la voce dei cittadini che vivono il territorio e renderli partecipi dei processi decisionali. Questa sarà la vera innovazione!>>.

Per proseguire e ampliare il dibattito è possibile partecipare al Workshop “Politiche per l’innovazione in Calabria. Quali? Perché?”, che si terrà il prossimo martedì 16 dicembre, presso l’aula University Club, Università della Calabria, Arcavacata di Rende (ricordiamo, per chi fosse interessato, che per partecipare è necessario registrarsi, inviando un messaggio a cer.unical@gmail.com entro il 13 dicembre).

Di seguito il programma:

Programma Workshop “Politiche per l’innovazione in Calabria. Quali? Perché?”

Programma Workshop “Politiche per l’innovazione in Calabria. Quali? Perché?”

QUESTA RIELABORAZIONE È STATA REALIZZATA GRAZIE AI CONTRIBUTI INVIATI DAI CITTADINI PARTECIPANTI AL FORUM “10 priorità per l’innovazione in Calabria”. PER LEGGERE I CONTRIBUTI PUOI CLICCARE ANCHE SUL TITOLO DELLA STORIA, OPPURE CERCARE IL FORUM NELLA RELATIVA SEZIONE DI cinùria

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