Chiudi

Cinùria

Home / Raccolte / Cultura / “Gedeone” abbatte ogni barriera

Raccolte - Cultura

“Gedeone” abbatte ogni barriera

“Gedeone” abbatte ogni barriera

Il progetto nasce dal virtuoso connubio tra il Comune di Carlopoli (CZ) e 2 associazioni (“San Pietro e Paolo” e “New Day”), per realizzare un percorso di agricoltura terapeutica, turismo sociale, valorizzazione dei beni ambientali e insieme di inclusione sociale_

UNA bella storia, di integrazione e valorizzazione dei beni ambientali.

Il progetto “Gedeone” è un esempio positivo, che racconta come il dialogo tra le istituzioni locali e il mondo associazionistico e del terzo settore possano dare ottimi risultati.

Infatti, i contributi alla Storia che ci accingiamo a rielaborare (ben 57!), raccolti grazie alla partecipazione di 7 “cittadini attivi” nell’arco di otto mesi, parlano di un disegno collettivo, partorito in virtù della forza di volontà di Antonio Mangiafave, presidente dell’associazione San Pietro e Paolo, e sostenuto non solo dalla compagine associativa New Day e dal Centro di Salute Mentale di Decollatura, ma anche dal sindaco di Carlopoli Mario Talarico e dalla sua amministrazione.

Di cosa stiamo parlando? Ebbene, parliamo di orto-terapia, di turismo sociale, tanto per fare degli esempi.

L’idea iniziale – come raccontano i nostri cittadini attivi – è stata quella di creare un’impresa sociale, orientata prevalentemente verso il settore dell’agricoltura, puntando altresì alla valorizzazione dei beni ambientali esistenti. Ma il progetto si è rivelato fortemente innovativo, e sapete perché? Bene, per la forte valenza che giocoforza deriva dal coinvolgimento di persone con varie disabilità, che trovano nelle attività dell’impresa un’opportunità occupazionale.

La sintesi di questi valori e intenti la ritroviamo in un terreno abbandonato, concesso dal Comune di Carlopoli in comodato d’uso gratuito decennale all’associazione San Pietro e Paolo. Un terreno che non solo è stato recuperato, ma che è divenuto “terra fertile” per l’abbattimento di ogni pregiudizio che molto spesso viene a crearsi intorno alle persone interessate da disagio psichico.

È un territorio di straordinaria bellezza:

Ingresso all'Abbazia di Corazzo

Ingresso all’Abbazia di Corazzo

Abbazia

Abbazia

Abbazia_culture e credenze

Abbazia_culture e credenze

Abbazia immersa nel verde

Abbazia immersa nel verde

Percorso naturalistico

Percorso naturalistico

Meraviglioso il paesaggio naturalistico e ancora di più l’Abbazia di Santa Maria di Corazzo:

È un luogo ricco di storia e cultura, nota per essere stata la residenza di Gioacchino da Fiore, dove il famoso abate e teologo diede avvio ai suoi studi (per scaricare il documento del Comune di Carlopoli che racconta brevemente la storia dell’Abbazia di Corazzo, inviato da Gaetano Ierardi, CLICCA QUI). Nel terreno di circa otto ettari nei decenni precedenti sono stati realizzati interventi infrastrutturali da parte della Comunità Montana dei Monti Reventino Tiriolo e Mancuso, tra cui un’area pic-nic e uno stabile di circa 100 mq originariamente pensato come spogliatoio per i ragazzi che andavano a giocare nel vicino campetto di calcetto. Questa opera è rimasta però completamente inutilizzata e abbandonata per più di un decennio.

Ma adesso la situazione è cambiata.

Volontari a lavoro

Volontari a lavoro

Gli attori del progetto

Gli attori del progetto

Gli attori del progetto si adoperano per ripulire il terreno e rendere riutilizzabile l’area pic-nic, coltivano la parte di terreno disponibile, sperimentano la piantumazione dello zafferano (coinvolgendo tutta la popolazione), per verificare che il microclima sia quello giusto: ad oggi i risultati sembrano essere abbastanza positivi, come ci ricorda Antonio Mangiafave in un contributo testuale del 6 febbraio 2014, dal titolo “Scarrozzando” (“A Corazzo, meravigliosi fiori di zafferano sono già sbocciati”) e come conferma anche Gaetano Ierardi con un contributo testuale del 10 febbraio 2014.

Zafferato coltivato nell'Abbazia di Corazzo

Zafferato coltivato nell’Abbazia di Corazzo

Si prepara anche la coltivazione delle erbe officinali, attraverso un sistema che prevede i sentieri degli odori, attraverso i quali realizzare percorsi didattici, nonché la realizzazione di un piccolo museo di storia sulla centenaria Abbazia.

Ma non va dimenticato l’elemento centrale.

Gedeone è luogo di integrazione e riferimento per la collettività intera.

Le attività prevalenti perseguono l’obiettivo di facilitare le dinamiche relazionali e lo scambio di conoscenze sia nelle famiglie di persone in difficoltà, sia nella collettività. Sono coinvolte istituzioni pubbliche, enti no profit, volontari, familiari e persone che vivono in situazioni di disagio.

I promotori del progetto sostengono con forza la necessità di restituire un’occasione di riscatto agli individui che versano in situazioni di difficoltà, sociale o economica, e guardano con favore al coinvolgimento della collettività in ogni fase del progetto mediante consultazioni, incontri, momenti deliberativi per assegnare maggiore efficacia agli interventi.

E allora vediamo come questi concetti si sviluppano nella pratica: rileggiamo ad esempio un frammento del contributo testuale titolato “Scarrozzando”, inserito da Antonio Mangiafave e firmato da Roberta Gigliotti, che racconta come, grazie al contributo di Dino, si possano abbattere tutte le barriere, innanzitutto quelle mentali.

<< Un sorriso incontenibile e sincero. Occhi che, anche quelli, sorridono. Davanti a straordinari Ruderi, traboccanti di storia e leggenda. Questa l’immagine predominante di una giornata con Dino nell’Abbazia di Santa Maria di Corazzo, a Carlopoli, nel contesto del progetto Gedeone, avviato dall’ Associazione di Volontariato Comunità “S.S. Pietro e Paolo“, con la collaborazione del Centro di Salute Mentale del Reventino, l’associazione New Day Onlus di Soveria Mannelli e l’azienda agricola di Lamezia Terme, Apicoltura Miceli. Obiettivo della visita, verificare l’accessibilità delle persone con difficoltà motoria, su carrozzina, nello splendido Monastero. Al termine del sopralluogo, Dino ha stilato una relazione, per evidenziare gli ostacoli che gli hanno impedito la fruibilità di alcune aree. Si inizierà a lavorare per abbattere le barriere architettoniche presenti, intervenendo per rendere maggiormente fruibile la zona a chi non può camminare, naturalmente nel pieno rispetto dell’importantissimo complesso archeologico. D’altronde, Dino non solo vorrebbe accedere facilmente nell’Abbazia per ammirarne l’importanza storica. Lui a Corazzo vorrebbe scorrazzare (scusate il gioco di parole!) anche per poterci lavorare. Punto centrale del progetto Gedeone è, infatti, quello di offrire possibilità d’inserimento lavorativo a persone con disagio economico-sociale e/o psichico: mirare alla valorizzazione del bene ambientale e, al tempo stesso, realizzare la valorizzazione della diversità dell’individuo con disabilità. Abbattere, dunque, anzitutto le “barriere mentali“, partendo proprio dal lavoro. Puntando, ad esempio, sulla disponibilità e sull’utilizzo di attrezzature agricole adatte. “Si può fare“, è un bel film del 2008, diretto da Giulio Manfredonia, in cui i protagonisti, di solito ai margini della società, ottengono il loro riscatto lavorando, rendendosi utili, convogliando la propria grande fantasia e creatività nei giusti canali. Alla fine, tutti li cercano ed ottengono appalti di rilievo. A Corazzo, meravigliosi fiori di zafferano sono già sbocciati. Dino sembra uno di loro. Come ha scritto, si è reso disponibile a collaborare: “in questo progetto così importante…in base alle mie possibilità“. Probabilmente, neppure lui si è reso conto delle sue infinite “possibilità“. Perché se non mancano i sogni e le idee, la passione e l’impegno, tutto “Si può fare“!>>.

Dino all'Abbazia di Corazzo

Dino all’Abbazia di Corazzo

Immergiamoci adesso nella quotidianità del lavoro svolto dai volontari e vediamo un po’ di contributi che raccontano iniziative e attività.

Leggiamo ad esempio dell’incontro del 13 febbraio 2014 (di cui ci ha parlato Roberta Gigliotti) svoltosi dentro la sede del Comune di Carlopoli e voluto dalla stessa amministrazione per discutere del progetto “Gedeone”, con la partecipazione della “Comunità SS. Pietro e Paolo”, dell’associazione “Aniti”, delle rappresentanze di “Avis Carlopoli”, della “New Day Onlus” di Soveria Mannelli, dell’associazione culturale “Il Salterio”, di quella teatrale “Riturnella”:

<< Le organizzazioni hanno avuto modo di conoscersi, confrontarsi e di iniziare a pianificare il futuro dell’Abbazia di Santa Maria di Corazzo, tema che sta a cuore a molti calabresi, luogo di cui, nel corso degli anni, come molti in sala hanno detto, “tutti parlano ma nessuno poi fa niente”. L’incontro d’idee ha evidenziato che, sostanzialmente, esiste un itinerario progettuale comune sul quale si può iniziare a lavorare e la rete tra le strutture associative non può che favorire tale percorso. Antonio Mangiafave, presidente dell’associazione “Santi Pietro e Paolo”, capofila del progetto, mostrando una serie di slides ha spiegato il suo concetto di “utopia”, puntualizzando che, fondamentalmente, per Corazzo è opportuno inizialmente partire con le cose più semplici, pur continuando a sognare l’“impossibile”. La coltivazione delle erbe officinali, l’impegno di ragazzi con disagio mentale, l’allestimento di un’area di ristoro e la creazione di passerelle per permettere l’accesso ai ragazzi con difficoltà motoria, l’individuazione di percorsi naturalistici nei pressi della Badia, saranno le priorità. Da queste esperienze, dalla riappropriazione del Bene storico principalmente da parte della popolazione locale, si potrà poi procedere, per cercare di violare uno dei tanti tabù che ostacolano la nostra Regione: il turismo. “Contribuire all’affermazione di un’altra concezione dell’economia, più giusta e a portata delle fasce più deboli della popolazione, che si ispiri ai principi della sobrietà, dell’equità, della sostenibilità, della partecipazione e della solidarietà: si può fare. Contrastare il degrado e l’abbandono delle aree interne e periferiche, nonché promuovere comportamenti, provvedimenti, servizi innovativi e progetti a difesa dell’ambiente, della salute e delle comunità locali, in una logica di sostenibilità: si può fare”. Così recita lo statuto degli “Anitini”, per i quali erano presenti Tiziana Crispino e Gaetano Ierardi, due cervelli non in fuga che hanno supportato la riunione con informazioni statistiche e tecniche, essendo anche protagonisti di “RisorgimentiLab”, progetto finanziato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR). Tre, per ora, le iniziative accordate su cui si sta già operando. La prima riguarda un progetto di sensibilizzazione nelle scuole sull’Abbazia di Corazzo, con la proposta di realizzazione di temi, disegni e fotografie dei resti archeologici che poi verranno esposti in loco. La seconda prevede l’organizzazione di un cicloraduno attorno al Monastero. Infine, questa estate l’arte teatrale dei “Riturnella”, allieterà le serate di Corazzo. Il sindaco di Carlopoli, Mario Talarico, presente alla riunione, ha manifestato piena disponibilità, in attesa di una maggiore partecipazione e coinvolgimento delle altre associazioni presenti in zona. A breve, inoltre, sul sito del Comune sarà presente un link diretto per documentare ogni novità sul progetto “Gedeone”. Questo è solo l’inizio di quello che sarà un lungo cammino. Il progetto è giovanissimo, la concessione del terreno in comodato d’uso gratuito sarà decennale. Ma, chi ben comincia…>>.

Non mancano anche gli incontri solidali <<in un mondo che corre veloce>>, come scrive giustamente Antonio Mangiafave nel post del 2 marzo scorso. Antonio e Roberta Gigliotti ci raccontano quello presso i locali siti in via S. Bernardette di Lamezia Terme:

 PRIMO APPUNTAMENTO DEL GRUPPO DI ACQUISTO SOLIDALE DEL PROGETTO GEDEONE

Primo appuntamento del gruppo di acquisto solidale

Incontri solidali

Incontri solidali

Entrambi chiosano: << Soffermarsi nello stesso luogo contemporaneamente. Ascoltare, barattare idee ed azioni. Scoprirsi strettamente indispensabili. L’orologio di un campanile, che segna ogni istante della vita di una comunità, non può funzionare se gli ingranaggi non sono collegati saldamente gli uni agli altri…“scoprirsi strettamente indispensabili”, per spiegartela in maniera spicciola: io avrei bisogno di te per creare le buste di tessuto, tu magari potresti aver bisogno di me per produrre il sapone… L’orologio inteso per come il nostro gruppo (una rete di produttori locali: Gas, Godo), gli ingranaggi gli stessi produttori assieme agli acquirenti. Tutti, appunto, messi in relazione attraverso noi (l’orologio!) >>.

Incontri solidali con gli scouts di Lamezia Terme

Incontri solidali con gli scouts di Lamezia Terme 8

Dopo il sopralluogo e la disponibilità del Sindaco a supportare il campo estivo di reparto, il “gruppo scout Lamezia Terme 8” farà non solo il campo estivo a Corazzo ma anche altre attività.

Ancora, leggiamo insieme cosa ci dice Roberta Gigliotti con un contributo del 4.3.14 in merito al “Gruppo operativo pannelli illustrativi Corazzo”:

<< Presso il “Centro di Salute Mentale del Reventino” di Decollatura è già operativo un gruppo che sta realizzando dei pannelli illustrativi da inserire lungo il percorso di turismo sociale (e non solo) previsto per l’Abbazia di Santa Maria di Corazzo. Stiamo lavorando per la prima fase: studio, ricerca e definizione delle descrizioni da apporre ai pannelli, attraverso il supporto cartaceo e digitale (testi, libri, mappe, documenti…), collabora con noi Samuele Maria Anastasio, un giovane soveritano laureato, a pieni voti, in Archeologia Medievale presso l’Università di Perugia, con una tesi proprio sulla “nostra” badia, autore di un libro Abbazia di Santa Maria di Corazzo. Storia, archeologia e leggende, pubblicato da “Arduino Sacco Editore” nel 2012. Samuele ha subito accettato, e con grande entusiasmo, la nostra proposta, mettendo a disposizione del gruppo le sue competenze. Ormai è diventato una pedina fondamentale nel nostro cammino, soprattutto perché, oltre ad essere un esperto conoscitore del luogo ne è anche, più semplicemente, come noi, un grandissimo appassionato. A breve, da lui guidati, effettueremo un sopralluogo tra i ruderi dell’antico monastero per la scelta delle zone specifiche su cui disporre i singoli pannelli. Altra fase di lavoro del gruppo sarà quella attinente all’aspetto prettamente grafico: scelta dei font e disposizione delle descrizioni sui pannelli in legno che l’amministrazione comunale di Carlopoli c’ha già messo a disposizione, studio sul tipo di applicazione (tra le attuali proposte quelle ad incisione, marchio a fuoco, plastificazione), definizione del logo del gruppo, da apporre sui pannelli. Le ingegnose tirocinanti Francesca e Nicoletta si stanno già attivando a tali scopi, coadiuvando i più fantasiosi del gruppo. Impegno e creatività saranno fondamentali. Soprattutto quest’ultima non manca ai ragazzi del CSM di Decollatura…“piccoli uomini” davanti ad un grande passato, in parte ancora da scoprire…insieme! >>.

Riunione pannelli illustrativi

Riunione pannelli illustrativi

Altra giornata ricca d’emozioni per il progetto “Gedeone” è stata quella del sopralluogo all’Abbazia coi ragazzi del Csm. La parola a Roberta Gigliotti (contributo del giorno 11.03.2014) per saperne di più:

<< I ragazzi del Centro di Salute Mentale del Reventino di Decollatura, guidati dal presidente dell’associazione “SS. Pietro e Paolo” Antonio Mangiafave e dal dottor Samuele Anastasio, hanno effettuato un sopralluogo nell’Abbazia di Corazzo, per rintracciarne gli antichi ambienti e per stabilire le zone specifiche su cui disporre i pannelli illustrativi, pannelli su cui si sta già lavorando, ogni martedì, all’interno del Csm. Con Samuele in veste di cicerone, assieme ad Ivan, Andrea e Orlando abbiamo ripercorso, in un certo senso anche “fisicamente”, la straordinaria storia della Badia. Raggi di sole, facendo capolino tra le nuvole, baciavano i ruderi. E non sono mancati, com’è solito per ragazzi speciali come quelli del Csm, momenti d’allegria e di frizzante leggerezza, a suon di racconti e leggende legate alla badia, di cantate e risate, distesi comodamente sui prati attorno, in un contesto paesaggistico a dir poco spettacolare. Torneremo presto, non potremmo altrimenti! Per studiare ancora e nel contempo stare bene insieme. Quel regno d’eterna magnificenza ci ha stregato e sembra continuamente chiamarci sottovoce…>>.

Degno di nota anche il racconto della visita al Centro internazionale di studi gioachimiti, del 23 aprile scorso: << Il Presidente del “Centro Internazionale di Studi Gioachimiti”, Dott. Giuseppe Riccardo Succurro, ci ha accolto con estrema disponibilità e gentilezza – racconta Roberta – , guidandoci nella ricerca storica riguardante in particolar modo gli anni in cui Gioacchino da Fiore fu abate nella Badia di Santa Maria di Corazzo. Cariche d’intensità le sue spiegazioni. Dante, Ratzinger, Michelangelo, Jung. Con stupore concepiamo l’importanza del nostro “homo” in tutto il Mondo, in differenti contesti culturali e temporali. E al tempo stesso avvertiamo la necessità di diffondere vita, opere e pensiero gioachimita a livello locale, dove purtroppo esiste ancora un vuoto d’istruzione. Io, il Dott. Samuele Anastasio e la nostra nuova compagna di “avventure corazzesi”, Federica Carello (laureanda in Lettere Moderne all’Università di Perugia), abbiamo già iniziato a spulciare documenti, libri, illustrazioni altro materiale fornitoci. Tra le “chicche” venute fuori dalle nostre prime ricerche, una lista ufficiale delle reliquie conservate a Corazzo tra il 1500 e il 1600 circa, che presto renderemo nota ai visitatori dell’Abbazia. Schiudendo una porticina all’interno del Centro, il Dottor Succurro ci ha regalato un ingresso esclusivo all’interno della chiesa dell’Abbazia Florense. La porta conduceva al coro dei monaci, con una passerella passante sull’abside, dalla quale si poteva ammirare tutta la navata centrale. Stando quasi in apnea per l’emozione, avvertendo il gelo di pietre secolari, in rigoroso e rispettoso silenzio, abbiamo goduto del privilegio di una visione della Chiesa da una prospettiva del tutto nuova. Un’emozione fortissima, un dono speciale. Roberta Gigliotti >>.

Visita al Centro studi Gioachimiti

Visita al Centro Studi Gioachimiti

Cerchi

Cerchi

Passiamo ad un altro bel risultato ottenuto grazie all’impegno dei ragazzi del progetto Gedeone. Su cister.net è presente la mappa delle abbazie cistercensi d’Europa, “Charte européenne des Abbayes et sites cisterciens”. Contiene descrizioni storiche, informazioni, segnalazioni e aggiornamenti fruibili per turisti e appassionati. Ebbene, l’Abazia di Santa Maria di Corazzo fa parte della lista dei membri aderenti a questo portale: un passo importante e dovuto, che potrebbe attirare maggiori visitatori, da ogni parte del Pianeta. Guardare per credere:

A Corazzo l'unica bandierina nel Centro-Sud d'Italia per le abbazie cistercensi

A Corazzo l’unica bandierina nel Centro-Sud d’Italia per le abbazie cistercensi

La bandiera rossa che si vede nel sud dello Stivale, non è una macchia: <<Non si tratta dell’ennesima macchia di sangue – come ricorda Roberta – per cui spesso la nostra Calabria fa parlare di sé in tutto il mondo, ma di una rosa rossa, simbolo di una bella notizia >>.

Se invece avete voglia di sapere cosa ci fa “Un Ministro in Abbazia”, allora leggetevi questo interessante post della Gigliotti del 9 settembre scorso:

<< Sabato 16 agosto 2014. Abbazia di Santa Maria di Corazzo, Carlopoli (Cz). Scende dall’auto scortata, una “palla al piede“ residuo degli attentati subiti dalla ‘ndrangheta durante gli anni da sindaco a Monasterace. Si presenta in mise comodamente estiva: gonna, sandali e maglietta coi colori che riassumono la sua Terra: il blu del mare, il marrone della montagna. È Maria Carmela Lanzetta, Ministro degli Affari Regionali, le Autonomie e lo Sport dell’attuale Governo Renzi. L’amministrazione comunale di Carlopoli l’accompagna verso i Ruderi badiali. Ad attenderla, presso quello che fu il Nartece Portice, un personaggio straordinario che da mesi ormai accoglie i visitatori, i più famosi come i semplici curiosi: “Frà Guida“, al secolo Antonio Mangiafave, presidente dell’associazione “Comunità di volontariato S.S. Pietro e Paolo“ di Lamezia Terme, nonché ideatore e guida turistica del “Progetto Gedeone“ impegnato per la valorizzazione del sito archeologico in questione. Il Ministro si ferma al chioschetto allestito da questa estate per la diffusione di cultura sotto forma di libri, quadri e cartoline artistiche e di creazioni che sono dimostrazione pratica delle abilità dei cosiddetti “diversamente abili“ e dei ragazzi della “Missione Belém“: rosari, saponi naturali profumatissimi, piantine confezionate con cura e fantasia, il primo origano che la fertile terra dei cistercensi c’ha donato, tutti prodotti che i visitatori possono portarsi a casa in cambio di un’offerta finalizzata a sostenere le prossime iniziative del Progetto. Sedutasi tra noi, godendosi il panorama abbaziale, Lanzetta dice: “E’ un bellissimo posto, sono davvero contenta per ciò che sta accadendo grazie al vostro impegno“. Ci consiglia di puntare sulla pubblicità. Perché il “rumore“ che ha scosso con estremo rispetto questo luogo silenzioso immerso tra i monti possa generare un eco udito da più gente possibile. Perché chi ancora non ha capito che sta succedendo lassù possa venire e testare con mano. Una splendida riproduzione della Madonna della Chiesa dell’artista Graciela Cruz dal titolo “El camino hacia nuestros suenos. La strada per i nostri sogni“, una litografia di una poesia di Franco Costabile e “Sorsi di vita“, libro dei ragazzi del Centro di Salute Mentale del Reventino di poesie e sulle fontane storiche di Soveria Mannelli, sono stati gli omaggi per il Ministro, assieme a “L’Abbazia di Corazzo e Gioacchino da Fiore“ di Salvatore Piccoli, colui che nonostante l’assenza fisica continua a vivere a Corazzo e a far vivere Corazzo, per il cospicuo bagaglio d’informazioni storiche che ci ha lasciato, ma anche attraverso gli occhi, i sorrisi e l’operato instancabile all’interno del Progetto della moglie Silvana Amoroso e del figlio Felice Antonio. D’obbligo la firma del Ministro per l’Abbazia di Corazzo per il censimento “I luoghi del cuore – FAI“. “Siamo contenti che nei nostri ‘incontri solidali’ abbiamo incontrato il Ministro – è il commento alla fine della visita del Signor Mangiafave – soddisfatti di averla trattata alla pari e contenti della sua firma a sostegno delle nostre iniziative“>>.

Passando per l’iniziativa con il cantautore catanzarese Eman del 24 agosto scorso, arriviamo al contributo di Roberta Gigliotti dell’11 settembre, che fa un po’ il punto degli incontri, delle visite e si presenta anche come un manifesto del progetto stesso:

<< Il regista Fabio Mollo, il Ministro Maria Carmela Lanzetta, Ben Yap di Singapore capo spirituale del centro Taoista di Catanzaro, la senatrice Doris Lo Moro, lo chef bresciano Roberto Abbadati hanno potuto godere di un trattamento speciale ed ospitale, identico a quello “somministrato“ anche ai non vips. Lo stesso che attende tutti gli altri futuri visitatori. Il gruppo scout “Lamezia Terme 8” della parrocchia San Domenico nel corso del suo campeggio ha potuto sperimentare i primi interventi (nello specifico sistemazione di bagni e docce) effettuati da “Gedeone” all’interno del centro sportivo polivalente costruito sopra l’Abbazia e mai messo in funzione fino ad ora. E questo inverno i lavori proseguiranno per adibire nella stessa struttura una piccola foresteria. A Corazzo la ricetta per un’iniezione di dosi massicce di energia positiva la siglano volontari che sgretolano le barriere, ricostruendo dalle macerie “incontri solidali“. Dove per “solidarietà” s’intende l’essere inevitabilmente dipendenti dagli altri, aver bisogno degli altri, rispettando ma anche tralasciando cariche, gradi, titoli e sviolinate. Il bisogno varia in base al luogo dell’incontro e al contesto. Cosicché i ruoli si capovolgono. Proprio come accade nel “Centro di Salute Mentale del Reventino“ di Decollatura (parte del gruppo “Gedeone“), dove fai fatica a distinguere il “pazzo“ dallo psichiatra, dove ‘ngarbatissime mamme cucinano per tutti, ricevendo in cambio una schitarrata o un giro a briscola. Corazzo può diventare la base operativa dalla quale sparare al nemico: la discriminazione. Non una trincea ma un campo aperto in cui i bersagli sono ben visibili, sul quale le bombe rimbalzano! Nel quale tutto può essere possibile. La prima arma è non nascondersi all’avversario, conoscerlo bene e sfidarlo per spaventarlo. La seconda è impegnarsi concretamente per ferirlo. La terza: la costanza nella propria “malattia“, continuare a spingere i sogni in ogni direzione, soprattutto in quella “ostinata e contraria“. Il nemico è a terra sanguinante. La guerra non finirà mai. Lo sappiamo bene, siamo pazzi, mica scemi! Ma bene così! Sennò poi chi ci spinge a soffiare per far volare più in alto i nostri sogni? >>.

Chiudiamo la nostra raccolta con un invito, lo stesso che Roberta Gigliotti lancia nel contributo testuale del 26.06.14: “Vota e fai votare Corazzo”.

E sì, perché il FAI (Fondo Ambiente Italiano), in collaborazione con “Intesa Sanpaolo”, sta stilando il “Il censimento dei luoghi italiani da non dimenticare” per “favorire l’aggregazione e la collaborazione fra comunità e istituzioni al fine di proteggere e valorizzare tale patrimonio”. Si può votare fino al 30.11.2014. Le istruzioni, come al solito, ce le fornisce Roberta:

<< Questo è il link per votare per Corazzo: http://iluoghidelcuore.it/luoghi/catanzaro/carlopoli/abbazia-di-corazzo/3771 Cliccando in alto a destra sul tasto verde “VOTA” potrai scegliere se votare: – tramite facebook (in questo caso, inserendo nome utente e password facebook avrete già votato, ma ricordatevi di condividere il voto in bacheca per informare i vostri amici). – tramite registrazione al sito: cliccando su “non sei ancora registrato? crea il tuo account”, inserendo i tuoi dati e spuntando la normativa sulla privacy. In questo caso occorre confermare il link nella mail che il FAI ti invierà. Se la votazione è stata effettuata con successo sulla barra verde a destra deve comparire la scritta “Hai votato” >>.

Insomma, votiamo. Perché, come ricorda la nostra Gigliotti << Ci sono luoghi in Calabria che attendono in silenzio da anni… Ci sono storie nascoste tra i boschi pronte per essere narrate. Ci sono valli incantate che non hanno bisogno d’imponenti finanziamenti, di musei tecnologicamente avanzati, di grandi mutamenti. Solo di un po’ d’attenzione…>>.

QUESTA RIELABORAZIONE È STATA REALIZZATA GRAZIE AI CONTRIBUTI INVIATI DAI CITTADINI PARTECIPANTI ALLA STORIA “PROGETTO GEDEONE. PER VEDERE I CONTRIBUTI PUOI CLICCARE ANCHE SUL TITOLO DELLA STORIA O SUI SINGOLI CONTRIBUTI IN CALCE A QUESTA RACCOLTA.

Contributi da Progetto “Gedeone” ( Storie - Ambiente )

Inserisci un commento