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Ripartiamo da Saracena

Ripartiamo da Saracena

Se è vero che le difficoltà nel sistema di smaltimento dei rifiuti sono da attribuire alla cattiva gestione politica degli ultimi anni, è vero anche che dei modelli da seguire esistono: allora ricominciamo dagli esempi positivi_

Il problema dei rifiuti in Calabria non è mai “passato di moda”. Cumuli di spazzatura che fuoriescono e circondano i cassonetti stracolmi, cattiva qualità dell’aria, pessima visione del decoro urbano, senza considerare i gravi risvolti igienico-sanitari.

In questa inchiesta, avviata il 16.03.14 e terminata il 31.08.14, grazia al contributo di diversi utenti ne abbiamo constatato l’emergenza, che periodicamente esplode in tutta la sua potenza nel territorio regionale.

Salta subito agli occhi il rischio diossina, tanto per iniziare, connesso ai roghi di rifiuti che in città come Reggio Calabria nei mesi di gennaio e febbraio 2014 erano all’ordine del giorno, col rischio che il tutto si ripeta, si ripresenti nuovamente.

Come attestato dal Comandante Provinciale Franculli, nel 2013 sono stati 2730 gli interventi relativi allo spegnimento di incendi di cassonetti e/o di cumuli di rifiuti, da parte del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Reggio Calabria (Scarica il PDF).

Roghi di rifiuti nel Rione Marconi di Reggio Calabria. 19 febbraio 2014

Roghi di rifiuti nel Rione Marconi di Reggio Calabria. 19 febbraio 2014

Entrando nel vivo della questione, diciamo che lo smaltimento dei rifiuti nella nostra regione ha radici molto profonde: rappresenta un problema irrisolto che ha visto protagoniste più Giunte regionali e comunali, di diverso colore e orientamento politico, che si sono succedute soprattutto nell’ultimo decennio.

Partono, infatti, dai primissimi anni del 2000 le direttive europee sull’incremento della raccolta differenziata per favorire la riduzione dei rifiuti, approvate a stretto giro di posta dal Governo italiano, mediante l’approvazione dei relativi Regolamenti di recepimento.

Nonostante la normativa esista da più di un decennio, nella nostra regione si assiste ancora oggi ad un sistema di impotenza delle istituzioni regionali e degli enti locali nel realizzare politiche concrete e risolutive del problema.

Via Botteghelle, RC, i rifiuti    occupano un'intera corsia di marcia della carreggiata. 15.02.14

Via Botteghelle, RC, i rifiuti occupano un’intera corsia di marcia della carreggiata. 15.02.14

La testimonianza più evidente è che nonostante esistano nella nostra regione esempi di Comuni che sono riusciti a proporre e realizzare sistemi di raccolta differenziata, che rappresentano oggi esempi virtuosi sia a livello regionale che nazionale, la raccolta differenziata si attesta ancora su percentuali molto al di sotto delle aspettative. I dati evidenziano come la Calabria abbia raggiunto la percentuale del 13% circa: una media molto bassa, sia se confrontata con quella delle altre regioni della nostra penisola, sia rispetto alle direttive UE che indicano, per la fine del 2014, di raggiungere una percentuale pari al 65%. Emerge, infatti, che le altre regioni italiane, anche se non sono riuscite a raggiungere gli standard imposti dalla UE, si attestano in media ad una percentuale vicina al 45%, con standard di molto superiori rispetto a quelli della Calabria. Il sistema politico regionale non è riuscito nell’ultimo quindicennio a mettere in campo politiche concrete e risolutive del problema, nonostante l’attribuzione di poteri affidati dal Governo centrale alle regioni con l’approvazione della L. 3/2001:  il tutto ha, infatti, generato un aumento esponenziale dei costi di smaltimento, che sono stati addebitati di conseguenza ai cittadini.

Il risultato peggiore è che ancora oggi le istituzioni regionali, invece di provare a incentivare la creazione di un sistema regionale di raccolta differenziata efficace ed efficiente, si ostinano nel voler realizzare in Calabria altri centri di smaltimento dei rifiuti, discariche, con la conseguenza di un ulteriore innalzamento dei costi, finendo per soddisfare interessi particolari piuttosto che collettivi.

Di fronte a tali iniziative il Comitato Presilano (come evidenziato in un contributo del 18/03/2014) si è posto in primo piano, incentrando una protesta sullo sversamento dei rifiuti nella discarica di Celico, sia come forma di tutela ambientale verso il proprio territorio, sia come forma di protesta verso il sistema regionale di smaltimento dei rifiuti.

La scarsa lungimiranza dei vari Commissari che si sono succeduti negli anni ha portato questi ultimi ad investire gran parte delle risorse disponibili per ampliare le discariche, per bonificarne altre e per gli impianti di depurazione, anziché puntare sulla raccolta differenziata, per abbattere la quantità di rifiuti da smaltire in discarica. Per quanto sia innegabile che si tratti nella maggioranza dei casi di interventi necessari, allo stesso tempo non si può negare che non si sono rivelati interventi sufficienti a risolvere il problema di smaltimento dei rifiuti a livello regionale. La drammatica situazione che ha vissuto e vive la Calabria rappresenta la testimonianza più evidente di quanto le politiche di commissariamento non siano riuscite a produrre gli effetti sperati.

Cosenza

Cosenza

Nonostante le criticità sopra elencate, esistono diversi ed eccellenti esempi di raccolta differenziata in Calabria: si tratta di Comuni che, negli ultimi anni, si sono adoperati in maniera costruttiva nel realizzare percorsi virtuosi, consentendo oggi alle loro comunità di poter usufruire di un sistema di raccolta efficace ed efficiente e permettendo altresì un enorme risparmio economico per le casse comunali, che possono ora essere ridistribuite in diversi modi a favore della comunità. È anche grazie a questi esempi positivi che si può innescare un meccanismo virtuoso su base regionale che, nel giro di poco tempo, potrebbe portare la nostra regione a realizzare percentuali di raccolta differenziata più vicine agli standard imposti dall’UE, garantendo di conseguenza ai cittadini e alle istituzioni minori costi di smaltimento e una migliore qualità della vita e dell’ambiente.

Uno degli esempi più positivi riguarda sicuramente Saracena, piccolo Comune di quasi 4mila abitanti in provincia di Cosenza: da qualche anno ha iniziato un cammino virtuoso di raccolta differenziata, che gli consente oggi di rappresentare un modello nel settore, sia a livello regionale che nazionale.

Uno dei punti cardine su cui ha puntato l’amministrazione di Saracena è quello del coinvolgimento attivo della popolazione, soprattutto nel far sentire i cittadini come attori protagonisti nella realizzazione di questo percorso all’interno della loro comunità. Sin dalla fase iniziale, infatti, l’Amministrazione comunale si è prodigata nel coinvolgere la popolazione attraverso comizi, supporto porta a porta e interessando i ragazzi delle scuole. Questo modus operandi ha contribuito a creare una maggiore collaborazione e partecipazione attiva della popolazione verso la creazione di un sistema di raccolta differenziata efficiente. L’innovatività di Saracena non consiste solo nella quantità di raccolta differenziata ma, soprattutto, nell’approccio adottato, dalla fase informativa: con incontri di quartiere, nelle scuole e porta a porta; proseguendo con la fase esecutiva: con il supporto del personale comunale, il quale si è messo a disposizione delle famiglie, girando per i singoli quartieri.

Tutto ciò ha consentito una buona dose di risparmio economico per le casse comunali, in gran parte reinvestito nella contrattualizzazione di  persone socialmente svantaggiate, al fine di impiegarle nelle attività necessarie per realizzare un eccellente servizio per la comunità. Le diverse azioni hanno fatto sì che la popolazione si sentisse coinvolta attivamente in questo processo, partecipando di conseguenza con maggiore propensione e profitto.

Oggi, a distanza di alcuni anni dall’inizio del suo percorso, il Comune di Saracena si pone l’obiettivo di trovare la giusta soluzione che possa consentire di smaltire anche la parte umida dei rifiuti. Si sta pensando in tal senso a due possibili soluzioni: acquistare compostiere di comunità di piccole dimensioni da affidare a quartieri o parti di essi, oppure acquistare una compostiera di grandi dimensioni gestita direttamente dall’amministrazione. In entrambe i casi si consentirebbe al Comune di annullare definitivamente i costi di smaltimento dei rifiuti e di conseguenza di ridurre ulteriormente il tributo per i cittadini.

Insomma, in una Regione che vive momenti di forte criticità sul versante dello smaltimento dei rifiuti, l’esempio di Saracena rappresenta uno spiraglio di luce e di ottimismo verso un sistema di raccolta differenziata che rappresenti una consuetudine sedimentata sul territorio e non una eccezione.

Ma i buoni esempi non finiscono qui. Infatti, da una piccola rassegna sui dati estrapolati dal “Report sui Rifiuti“ in Calabria, relativi alla raccolta differenziata nel 2012 (redatto dall’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale  ARPACAL sul proprio sito www.arpacal.it) emerge che le realtà calabresi si sono distinte per aver realizzato un sistema di raccolta differenziata virtuoso: tra questi ricordiamo l’eccellenza di San Fili. Ancora, un altro esempio virtuoso è rappresentato dal comune di Gioia Tauro, che è riuscito a risolvere il problema attraverso la raccolta differenziata realizzata porta a porta (Di seguito un link ad un interessantissimo articolo del quotidiano online Strill: http://www.strill.it/index.php?option=com_content&task=view&id=189525).

Per concludere, è certo interessante prendere visione del Piano dei rifiuti elaborato dell’Ente Provincia di Cosenza.

PER VEDERE L’INCHIESTA E TUTTI I CONTRIBUTI DEGLI UTENTI CLICCA SUL SEGUENTE LINK:

INCHIESTA “Spazzatura ed esempi virtuosi

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