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Raccolte - Territorio

R di rivoluzione, Rosarno

R di rivoluzione, Rosarno

Avanti con i workshop “Restart Terra Terra”, evoluzione del “Festival della Rigenerazione Urbana”, organizzati dall’associazione “A di Città”, formata da ragazzi innovatori e intraprendenti, con l’obiettivo di trasformare la città della Piana di Gioia Tauro in un laboratorio partecipato, attraverso l’azione diretta di cittadini, associazioni e amministrazioni locali_

<<AFFINCHÉ il progetto che ci proponiamo abbia successo, bisogna compiere una vera e propria rivoluzione culturale che spinga tutta la comunità rosarnese, cittadini vecchi e nuovi, a ridefinire la propria identità collettiva e a riappropriarsi dei propri spazi… mi ritrovo a pensare alla mia città, alle sue periferie, in fondo Rosarno è anche qui, a Roma, Milano, Napoli, Rosarno è in tutta Italia: tutte le nostre città, al Nord come al Sud, dovrebbero compiere la rivoluzione culturale di cui si parlava prima, ricostruire il senso di vicinato e di comunità, riappropriarsi delle strade, dei parchi e delle piazze come spazi della collettività, e non terra di nessuno, come sono diventati>>.

Iniziamo da qui, da queste parole. Perché, come spesso avviene, la comprensione di una storia non si può avere se non dopo aver letto l’ultima riga. L’ultima parola.

Difatti, l’incipit di questa rielaborazione è un frammento dell’ultimo contributo alla Storia “Rosarno è congiunzione”, inviato da Veronica Lupica, giovane architetto di Cologno Monzese, che in poche parole, con stile e capacità di sintesi, riesce a trasmettere il senso del progetto ideato dall’associazione A di Città, formata da ragazzi di Rosarno, con l’obiettivo di trasformare quest’ultima in un “Laboratorio di Rigenerazione Urbana, Economica e Sociale”, attraverso l’azione diretta di cittadini, associazioni e amministrazioni locali.

Veronica, come altri ragazzi, professionisti e ricercatori, ha partecipato nel mese di maggio 2014 al workshop organizzato da “A di Città”, attorno al quale ruota lo storytelling che ha dato vita alla storia avviata e conclusa su questa piattaforma, animata da 4 “cittadini attivi”, per un totale di 33 contributi raccolti.

Obiettivo? Eccolo qui: analizzare gli effetti delle precedenti edizioni del “Festival” (di cui parleremo meglio a breve) sulla vita quotidiana degli abitanti, per riconsiderare il patrimonio esistente (non solo architettonico, ma anche umano, artistico e culturale), nel suo potenziale ruolo all’interno di meccanismi di rigenerazione che facilitino la creazione di aree pubbliche attrezzate, con la finalità di dare spazio ad attività culturali o legate al tempo libero. Di qui alla stesura di un programma di attività (legate alle sostenibilità economica, agli aspetti normativi e alle ricadute sociali) per individuare le linee guida finalizzate alla valorizzazione dei quartieri già interessati dalle prime due edizioni del Festival e di quei luoghi “inespressi, interstiziali, abbandonati, in grado di costituirsi come potenziali centri di cittadinanza attiva”.

Ma facciamo un passo indietro e, prima di ripercorrere il diario collettivo scritto dai nostri cittadini reporter, vediamo insieme cos’è questo “Festival della Rigenerazione Urbana”.

L’obiettivo della manifestazione è indubbiamente quello di consentire la costruzione di una nuova idea di città e di futuro, partendo da pochi punti nodali: l’arte, la progettazione ambientale ecosostenibile, i diritti, l’archeologia e la tutela dell’agricoltura, ma soprattutto la riappropriazione da parte dei cittadini di spazi pubblici e beni comuni attraverso la partecipazione attiva.

La prima edizione, svoltasi nel settembre del 2012, ha trasformato la città di Rosarno in un vero e proprio laboratorio permanente. Di più: ha reso possibile la trasformazione della polivalente “piazza del Ricettacolo”, prima deposito di materiali inutilizzati, e ha permesso di arricchire il patrimonio artistico della città con installazioni, sculture, performance d’arte, grazie anche al contributo di professionisti del mondo dell’arte e dell’architettura.

Il comitato organizzativo di “A di Città”, composto da un fervente gruppo di giovani rosarnesi, ha programmato le assemblee di quartiere, distribuito questionari per sollecitare i cittadini, stimolandoli a dire la loro e partorire insieme idee di città e spazi urbani da rinnovare. Questi ragazzi hanno dimostrato che si può “rigenerare” il patrimonio urbano con poche semplici regole: raccogliere informazioni, stimolare il dibattito, la riflessione dei cittadini, coinvolgere i giovani e personaggi del mondo dell’arte, della cultura e della buona politica. In altre parole, si può rigenerare utilizzando la progettazione partecipata come politica di intervento e individuando la possibilità di mettere in piedi comitati di quartiere con il compito di prendere in custodia i luoghi “rigenerati”, continuando a farli rivivere con spettacoli, manifestazioni e iniziative.

Il pensiero della “Rigenerazione” ruota tutto intorno a tre parole chiave.

Vediamo quali sono.

LABORATORIO: per intervenire sullo spazio con azioni urbane che consentano l’incontro e lo scambio tra saperi locali e professionisti esterni, al fine di garantire la sostenibilità e generare un nuovo tessuto economico nel territorio, incentivando l’inserimento sociale.

PARTECIPAZIONE: per coinvolgere la comunità nelle politiche urbane della città e sensibilizzarla sulle potenzialità del territorio in cui vivono e stimolare la cittadinanza attiva e la coesione sociale.

CONDIVISIONE: per migliorare il modello di “A di Città”, rendendolo riproducibile in altri contesti, mettendo in rete le diverse conoscenze, professionalità e supportandole nell’ideazione, espandendo la rete territoriale attraverso le piattaforme del progetto RisorgiMenti.Lab e promuovendo iniziative per finanziare e realizzare progetti legati al modello di Rigenerazione proposto.

Adesso i ragazzi di Rosarno hanno una nuova idea, quella di sostituire il Festival (che per 2 anni si è svolto nel mese di settembre, concentrato in una settimana) con i workshop “Restart Terra Terra”, un modo per ripartire e rilanciare, superando le criticità che giocoforza un percorso del genere mette allo scoperto.

D’altra parte, come si legge sul blog stesso dell’associazione, <<Terra! Terra! è un urlo di Rigenerazione e uno stato della mente. L’esigenza di un ritorno e di una ripartenza, l’elemento che accomuna il bracciante ottantenne al nipote ventenne come al migrante che arriva qui e chi ancora la lavora, la terra>>.

Bene, torniamo a noi e diamo uno sguardo al diario scritto dai nostri amici storyteller (Lucrezia Didio, Giacomo Verzulli, Veronica Lupica e Veronica Grazioli), che ci hanno fatto rivivere i giorni del workshop attraverso le loro impressioni e le immagini inviate.

Leggiamo cosa ha scritto Lucrezia sul primo giorno, domenica 18 maggio:

<<ORE 17:00 GIROVAGANDO. Decido di immergermi subito alla scoperta di Rosarno…la prima immagine è quella di una città in cui le bellezze architettoniche sono state lasciate ad un lento degrado. Noto che c’è ancora molto eternit sui tetti…e le strade sembrano un groviera!!!! Fabbricati abbandonati e vuoti, altri incompleti ma vissuti, sopraelevazioni improvvisate… percepisco un senso di degrado diffuso, ma tutto ciò ha un fascino particolare, quello della rovina… ma una rovina resa vitale dalla presenza degli abitanti… la noto dai fiori alle finestre, i loro colori stridono fortemente con il grigiore delle facciate. Arrivo in via Sandulli. Qui, negli anni scorsi, i ragazzi di A di città hanno realizzato insieme agli abitanti piccoli interventi per rivitalizzare il quartiere. Hanno cominciato dal colore: hanno realizzato piccole strutture di arredo urbano, grandi murales variopinti e colorato le scale del quartiere.

La bellezza delle rovine...

La bellezza delle rovine…

0B. girovagando 21.5.14 Lucrezia Didio

I murales variopinti

SULLE SCALE. Quello che trovo è il solito grigiore…scala sconnesse e invase di vegetazione. Sento accenti e lingue diverse, inglese, francese, lingue a me sconosciute… sono nel “quartiere africano”. Con molta sorpresa scopro che qui, nel cuore di Rosarno, si sta girando un film… faccio difficoltà a distinguere la realtà dalle finzioni scenografiche. Gli interventi che cerchiamo non esistono più: sono state cancellate per motivi scenografici. I cocci di quei murales, realizzati con gli abitanti, sono ancora per terra. Avevano i colori delle bandiere africane da cui provengono i ragazzi che abitano qui. Sembra che, inesorabilmente, l’immagine di Rosarno, quella da veicolare all’esterno, quella dei media, prenda il sopravvento sulla immagine della Rosarno vera. Una immagine fatta di piccoli tasselli, costruita giorno dopo giorno, per restituire una nuova identità ad una città ferita. Quel murales non lo vedrò mai…ripartiremo insieme da quei cocci

0C. Sulle scale 21.5.14 Lucrezia Didio

Un tempo erano colorate

Una identità da ricostruire

Una identità da ricostruire

ORE 19:00 ASSEMBLEA. Il ritrovo dell’assemblea è in piazza Sandulli con gli abitanti e le istituzioni di Rosarno. Lo scopo è quello di presentare a noi partecipanti e ai cittadini il nuovo workshop … Vengono fatte delle riflessioni sul festival dell’anno passato in modo tale da valutarne punti di forza e di criticità. Da questo incontro inizio a conoscere la città e i suoi abitanti e per iniziare a conoscerci tra noi, abbiamo tutti provenienze e formazioni differenti, ma curiosi di iniziare quest’avventura>>.

0E. Assemblea 21.5.14 Lucrezia Didio

Primi contatti con i cittadini rosarnesi

Adesso la parola a Giacomo Verzulli, che ci parla del secondo giorno del workshop:

<<ORE 9:00 INCONTRO. Incontro i ragazzi in Piazza Valarioti, si organizza il lavoro della mattinata. Brevi cenni storici sulla città, poche riflessioni, uno sguardo sulla mappa. Conosco per la prima volta i famosi nuclei abitativi di Rosarno: Corea, Fera, Piazza del Mercato, Genova. Ci suddividiamo in gruppi da due. Mi avvio alla scoperta del quartiere Case Nuove.

ORE 9.30 INTERVISTE 1. Becco un signore sulla porta di una macelleria: “Buongiorno! Scusi il disturbo. Conosce A di Città?” Noto un certo distacco, inizialmente sembra non gradire. Questione di secondi e arriva quel sorriso tanto sperato. Ora sono anch’io più tranquillo. Dice “la cultura è degradata, può cambiare soltanto cambiando la mentalità di questa città”. Poi parole che riportano ai “fatti del 2010”. Perché è una macchia che difficilmente riusciranno ad eliminare. Continuo il mio percorso tra le case, tra gli abitanti. Sono a Corea, poi Fera: l’utenza è principalmente anziana; vedo i solchi sui loro visi, un po’ stanchi, un po’ rassegnati. Una signora dice “questa città è morta”, addirittura?! Siamo in Calabria, c’è il sole e il cielo è quasi sempre azzurro. “se solo l’amministrazione..se ci fosse più lavoro..se..”.

Fase organizzativa

Fase organizzativa

ORE 11.00 INTERVISTE 2. Affronto una realtà visibilmente difficile. Un bambino fatica a comprendere le mie parole. Gioca con il suo pallone in un’area dismessa, tra fitta vegetazione e vetri rotti. Vorrebbe un campo da calcio. Nei pressi di Via Zara noto una “trincea” rattoppata frettolosamente. “l’ho fatto io quel buco, abbiamo portato l’acqua a casa nostra e a quelli della via”. A parlare è un ragazzo, accanto lui la sua futura moglie. Chiedo loro alcune cose. Conoscono A di Città, hanno partecipato alla festa organizzata all’ombra del “monumento”. Mi invitano a prendere un aperitivo seduti in cucina. “la porta di casa è sempre aperta”. “può essere il primo passo per il cambiamento” dice una ragazzina rispondendo alla domanda su cosa fosse per lei A di Città.

ORE 15.30 RAUL .“Ma voi siete quelli delle forme?” Raul è un bambino di circa 8 anni, è vispo, sprigiona allegria dai suoi occhi. Ha le orecchie alla “dumbo”, simpaticissimo. Chiede con insistenza quando torneremo a ravvivare il suo quartiere, su via Sandulli. Raul è di origine rumene, insieme a lui ci sono i suoi cugini. Vanno a giocare “al ponte” insieme agli altri. L’area è piena di vita, arricchita dai colori forti dei murales. Ci sono linee a terra che disegnano un campo da calcio, delle porte in legno. Essenziale e funzionale. Un ragazzo litiga con un suo amico. “non sono straniero! Sono 9 anni che mi trovo qui”. Anche lui è il cugino di Raul. Mi spiega che ha partecipato attivamente durante i festival precedenti, ha colorato i muri dello spazio da gioco ma qualche “bastardo” li ha rovinati. Chiede delle porte in ferro. Sarebbe disposto a dare di nuovo il suo aiuto.

ORE 17:00 RISORGIMENTILAB. Incontro con gli ideatori di RisorgimentiLab. Illustrano progetti interessanti. Faranno parte del Workshop di A di Città>>.

Giorno 3, martedì 20 maggio. Ce ne parla Veronica Grazioli:

<<ORE 9.30 WORK IN PROGRESS. La mattinata è iniziata con la rielaborazione dei dati riscontrati durante le interviste. Le persone con cui abbiamo parlato sono tante e mi hanno dato davvero molte informazioni per conoscere Rosarno e i suoi cittadini, comprendere quali sono le criticità e i valori di questo paese. Dopo un breve scambio di idee iniziali, per capire come organizzare il lavoro si formano due gruppi di lavoro: uno si occupa della raccolta delle informazioni. L’altro gruppo si occupa della redazione di un diario del workshop: si tratta di una sorta di diario di bordo in cui vengono raccolte tutte le informazioni e le impressioni che i partecipanti del workshop vivono in questa settimana, allo scopo di entrare in contatto con i cittadini di Rosarno anche attraverso l’utilizzo del web. Mi sembra un’iniziativa molto utile anche per creare un punto di aggregazione dove la comunità virtuale può conoscere Rosarno e i progetti che si svilupperanno durante il festival di settembre.

Lavoro a tavolino

Lavoro a tavolino

ORE 20.30 CINEMA ALL’APERTO. Dopo questa giornata sui pc (tipiche giornate da architetti!!) questa sera ci rilasseremo con gli abitanti di Rosarno in piazza Sandulli per una serata di cineforum all’aperto, ancora non so che film vedremo, abbiamo fatto delle votazioni scegliendo tra quattro titoli diversi, lo scoprirò più tardi! Sarà una bella serata per stare in compagnia e conoscersi meglio. A domani!>>.

Cinema all’aperto

Cinema all’aperto

Lucrezia Didio, invece, ci racconta le sue impressioni sul quarto giorno:

<< ORE 9.30 MEDIATECA. Attività di lavoro per la redazione degli elaborati finali. Ogni partecipante al workshop ha un metodo di lavoro tutto personale e lavorare in team è molto costruttivo. Gli elaborati redatti verranno mostrati agli abitanti della città…quindi occorre rendere tutto immediatamente comunicativo, l’impresa è ardua, ce la faremo? Lo scopriremo sabato! Intanto qui a Rosarno mi sento sempre più a casa, la gente inizia a riconoscermi e salutarmi per strada…e la famiglia che mi ospita continua a preparare per me pranzi e cene luculliani…tutto a base di prodotti tipici buonissimi!

Il team quasi al completo

Il team quasi al completo

0re 16:00 QUANTI SPUNTI! Un incontro interessantissimo con professionisti della rigenerazione urbana, professori e ricercatori universitari, imprenditori virtuosi. Dai progetti europei sulla rigenerazione urbana, ai nuovi prodotti ad alto contenuto tecnologico. Fare rigenerazione urbana si può e bisogna intervenire alle varie scale e con il contributo di tutti gli attori presenti sul territorio. Una catena di incontri davvero molto stimolante…tanti spunti per arricchire il progetto. Come detto oggi “…Rosarno ti scuote…”. Il lavoro continua.

Con gli esperti

Con gli esperti

Ore 21:00 CENA DI QUARTIERE. Abbiamo appuntamento con gli abitanti del quartiere, in via Sandulli, per cenare tutti assieme. Quando arrivo è già tutto apparecchiato, che profumo!!! Mi dicono che Raul mi sta cercando, lo trovo, ceniamo assieme. Le pietanze sono tantissime…c’è di tutto…sono ormai sazio, ma la signora Rosina insiste, vuole che assaggi il suo pollo al forno! Non posso non assaggiarlo. Anche dopo cena la gente che passa continua a radunarsi attorno alla tavolata, una bella occasione per conoscere altre persone. Arriva il dolce, l’assessore ha portato dei buonissimi gelati e poi…sorpresa, un uovo di pasqua gigante…i bambini sono contentissimi. Ottima occasione per una foto di gruppo. La serata si chiude così, all’insegna della calorosa accoglienza dei rosarnesi>>.

La parola di nuovo a Veronica Lupica, per farci rivivere i momenti salienti di giovedì 22 maggio:

<< ORE 9.30 TOPI DI MEDIATECA. Stamattina io e gli altri ragazzi ci siamo trovati in mediateca, e anche oggi ci sono stati altri incontri interessanti: una docente, architetto specializzato nel campo della sociologia urbana, ci ha aiutato a concentrare le nostre energie e definire meglio gli obiettivi del progetto. Il confronto si accende, non è facile far funzionare insieme le teste di dieci persone, ma è proprio questo che mi piace dei workshop: ad un certo punto, si sa, lo scazzo è fisiologico! Ma rappresenta anche il punto di svolta: il momento di “scontro” diventa incontro di idee e opinioni diverse e così, come un fiume in piena, le nostre idee iniziano pian piano a prendere forma e il progetto si struttura. Le giornate sono lunghissime, siamo così presi dal lavoro che dimentichiamo di mangiare, ma a ricordarci che è arrivata l’ora di pranzo ci pensano le lasagne della signora Lucia avanzate dalla cena di ieri sera. Un piccolo momento di svago per poi concentrarci ancora sul lavoro, e così la giornata arriva a sera…

Topi di matematica

Topi di matematica

ORE 21.00 E STASERA CENA FUORI. Durante i workshop le giornate sono sempre molto piene e si lavora intensamente ma poi, a fine giornata, arriva il momento di staccare un po’ la spina, conoscerci meglio e chiacchierare, e cosa c’è di meglio di una pizza ed una birra fresca?>>.

E adesso pensieri e parole del sesto giorno, con la firma di Giacomo Verzulli:

<<PROFUMI ore 9:00 Salgo le scale che mi portano in Largo Bellavista, c’è profumo di finocchio selvatico, è molto buono, ricorda un po’ l’essenza della menta. Sull’orizzonte le piantagioni di kiwi che si mescolano a quelle di arancio. Il signore è seduto sulla panchina, come abitualmente fa ogni mattina. Osserva i profili delle isole Eolie, ma il cielo leggermente offuscato non lo aiuta. Mentre il cane, anch’esso adagiato sulla panchina, mi segue con lo sguardo finché può. Simpaticissimo. Nella piazza di fronte al Duomo c’è un miscuglio di voci, sono alcune signore che discutono animatamente: domenica ci sono le elezioni, troveranno un punto d’incontro? Prendo due cornetti alla crema al volo, il barista mi riconosce e sorride. Mi sento bene qui, davvero bene.

Il meraviglioso paesaggio calabrese

Il meraviglioso paesaggio calabrese

CON IL SOCIOLOGO ore 11:00 Ennesimo incontro, ennesima personalità che dà un fondamentale contributo alla riflessione sulle problematiche inerenti la socialità. Lui è un ricercatore in Sociologia dell’ambiente e del territorio presso l’università di Catania. Tocchiamo varie tematiche, lo ascolto mentre parla, mi cattura, ora la mente è più aperta. Tema della crisi, il meridione, coesione sociale, rapporti tra stranieri e rapporti giovani – spazi urbani. La conversazione si dilunga, ci vorrebbe una giornata intera per approfondire concetti così importanti. Ma lo stomaco brontola, meglio andare a mangiare qualcosa.

Continuano gli incontri; Con il sociologo

Continuano gli incontri; Con il sociologo

L’ULTIMO MINUTO ore 19:30 Gli elaborati devono essere terminati, si sistemano alcuni particolari, si perfeziona il programma. C’è ancora qualche minuto per discutere delle proposte progettuali da affrontare nei prossimi mesi. Io ho un appuntamento con la famiglia che mi sta ospitando. Si va in ristorante a mangiare tipicamente calabrese, il Sig. Pasquale mi avvisa che la serata sarà “molto piccante“.

Tra stanchezza e soddisfazione

Tra stanchezza e soddisfazione

DOPOCENA IN COMPAGNIA ore 23.30 Gli animi sono rilassati, i file sono stati consegnati. C’è soddisfazione per la portata a termine del nostro obiettivo. Nostro! Si, perché ormai ci sentiamo parte del progetto A di Città. Siamo un bel gruppo. Ma questo è il momento di liberare le menti, tra una birra e qualche chiacchiera. I locali aperti sono pochi, a volte sento “urlare“ le gomme dei pneumatici sulle strade. Ma ci si abitua velocemente. Per il resto, è solo divertimento>>.

Basta studio! Divertiamoci

Basta studio! Divertiamoci

Ultimo giorno, sabato 24 maggio, Lucrezia Didio tira un po’ le somme della settimana di lavoro:

<< PRONTI! Ormai ci siamo. Abbiamo lavorato intensamente tutta la settimana e ora ci prepariamo a raccontare la nostra avventura a coloro che ci hanno ospitati, i rosarnesi, rendendo indimenticabile questa esperienza. I nostri elaborati verranno presentati alla cittadinanza e alle istituzioni nel pomeriggio. Racconteremo loro le nostre impressioni e spiegheremo il nostro contributo al progetto di A di città per lasciare il testimone a quanti vorranno proseguire questa avventura durante il Festival di settembre. Abbiamo seminato qualcosa, durante la settimana sono sbocciate tante idee, alcune verranno accantonate, altre portate avanti, altre potenziate. Ma solo la condivisione con la cittadinanza potrà trasformare le nostre idee in progetti.

Pronti!

Pronti!

PRANZO IN COMPAGNIA. Approfittiamo degli ultimi momenti per continuare a trascorrere delle ore in compagnia. Nel pomeriggio le prime partenze. Domani saremo di nuovo lontani. Novara, Milano, Bergamo, Caserta, Bari, Matera, Chieti, Reggio Calabria…il proposito è quello di tornare a settembre, di ritrovarsi di nuovo qui, a Rosarno. Io ci sarò sicuramente, e anche da lontano continuerò in questi mesi a seguire il progetto di A di città. L’entusiasmo di questi ragazzi, il loro impegno per cambiare le cose, la loro vitalità mi hanno ormai contagiato.

"Sutta u ponti "

“Sutta u ponti “

SUTTA U PONTI. Piove. L’assemblea cittadina si svolgerà al riparo, il sotto ponte è perfetto. In genere qui i ragazzi si incontrano per giocare, ma oggi ci perdoneranno se sottraiamo loro qualche ora, ormai siamo amici! Arriva la sindaca, l’assessore, alcuni rappresentanti delle associazioni rosarnesi. E poi loro, gli abitanti di Rosarno, grandi e piccoli. Siamo tutti qui, seduti in cerchio. Presentiamo il progetto. La discussione si anima e il confronto è costruttivo. Vengono presi impegni importanti. Gran bella soddisfazione. E’ il momento dei saluti. Arriva Raul. “Andate a casa, perchè? Quando tornate?”. “Si piccolo, andiamo. Per tornare. Ma ci vediamo a settembre, sempre qui, sutta u ponti>>.

Cittadini, istituzioni ed esperti a confronto

Cittadini, istituzioni ed esperti a confronto

Insomma, non ci rimane che seguire da vicino le iniziative di questi ragazzi, auspicando che la rivoluzione culturale di cui parla Veronica Lupica coinvolga sempre più gente e “scuota” i palazzi e le sedi delle amministrazioni, di ogni livello territoriale.

Perché è proprio così: Rosarno è in tutta Italia.

E per dirla con Veronica, “si deve ricostruire il senso di vicinato e di comunità, riappropriarsi delle strade, dei parchi e delle piazze come spazi della collettività”.

PER GUARDARE TUTTI I CONTRIBUTI INVIATI DAI CITTADINI ATTIVI LEGGI LA STORIA “Rosarno è Congiunzione“, AVVIATA SU CINURIA IL 20.05.14 E TERMINATA IL 5.10.14

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