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La Guarimba, il cinema è “al sicuro”

La Guarimba, il cinema è “al sicuro”

Il giovane Giulio Vita è l’ideatore di questo innovativo progetto, un festival internazionale di cortometraggi libero e alternativo, che riporta l’arte del cinematografo tra la gente: un esperimento socio-culturale nato ad Amantea (CS), inizialmente con la “rigenerazione” di una struttura all’aperto di 900 posti, l’Arena Sicoli, a cui i “Guarimberos” hanno ridato vita_

SE volete leggere una storia calabrese – una bella storia – allora non rimarrete indifferenti al fascino della Guarimba. Sebbene il nome richiami atmosfere sudamericane, è in di un altro sud che scriviamo.

Questo è made in Calabria, bellezza. Proprio così.

Per capire bene di cosa si tratta, ricorriamo subito ad un contributo inviato a questa Storia (che ci accingiamo a rielaborare), avviata il 16 aprile scorso e alimentata da 6 cittadini attivi. Perché? Beh, perché in poche parole riassume il progetto del giovane under 30 Giulio Vita.

La parola, quindi, a Vincenzo Giacco che nel contributo del 16 aprile scorso scrive così:

<<Ti racconto una storia calabrese: c’è un ragazzo italo-venezuelano che torna al suo paese d’origine e con un gruppo di amici rimette a nuovo un cinema all’aperto e organizza un festival di cortometraggi di successo con più di 40 opere provenienti da tutto il mondo, in una cornice fatta di scuole di cinema, musica dal vivo, cultura e gastronomia calabrese. Ti racconto La Guarimba. Passeggiando per le strade di Amantea, parlando con la gente, ascoltando le parole dei protagonisti e soprattutto le riflessioni di Giulio Vita, giovane regista ed ideatore della Guarimba International Film Festival, ci si rende subito conto del fatto che non si è trattato soltanto della visione di cortometraggi provenienti da tutto il mondo, ma di qualcosa di più>>.

Qualcosa di più, dice Vincenzo. Vediamo se riusciamo a estrapolare questo “quid pluris”.

La Guarimba International Film Festival è un progetto socio-culturale sorto e sviluppatosi ad Amantea nel 2011, cittadina del Tirreno cosentino. L’ideatore è Giulio Vita, allora 25enne, nato proprio ad Amantea, cresciuto in Venezuela e formatosi in Spagna, a Madrid, dove ha studiato da regista e dove l’anima della Guarimba ha iniziato a prendere corpo. Il sogno di Giulio Vita prende corpo nella sua città natale. La Guarimba, il “posto sicuro”, il luogo delle sue origini. Nel 2011 viene girato “La mia Mantia”. Il video viene accolto in vari Festival e riceve notevoli apprezzamenti. Un incoraggiamento importante per il giovane artista e per i suoi amici. Nasce così, grazie anche ai “Guarimberi” (i giovani volontari del Festival), “coloro che pensano che il mondo non è tutto fatto ma che c’è ancora tanto da fare”, il desiderio di realizzare un festival di cortometraggi “dal basso, libero, alternativo”. La prima edizione della kermesse di cortometraggi si è tenuta a partire dal 7 Agosto 2013 nell’Arena Sicoli, un cinema all’aperto portante 900 posti, chiuso oramai da due anni, che il proprietario ha messo a disposizione per poter ospitare l’evento e a cui i Guarimberi hanno ridato vita.

I numeri della prima edizione sono subito importanti e parlano di 303 opere provenienti da più di 40 paesi di tutto il mondo, con un successo di pubblico superiore alle 5.000 unità, che tra l’altro ha condotto successivamente i guarimberos in un tour italiano e internazionale di presentazione del festival. Nelle riflessioni di diversi giovani registi è presente la “critica nei confronti delle modalità di promozione dei talenti ingessati dalle retoriche, dagli interessi e dalle barriere all’ingresso”. Allo stesso tempo, grande è il desiderio di non rinunciare, di rimboccarsi le maniche, di dare una prospettiva a una nuova visione.

I Guarimberi

I Guarimberi

Grazie a pochi sponsor e tanto lavoro Amantea è stata travolta da un’onda di entusiasmo. Il tam tam sulla rete e sui social network hanno fatto il resto.

Quindi, passiamo brevemente alla seconda edizione, tenutasi dal 7 al 14 agosto scorso nel parco comunale della Grotta. Vediamo insieme qualche dato: tre sezioni in gara (fiction, animazione e documentario), opere da tutto il globo, il premio del pubblico, parallelo a quello della giuria. “Off Competition”: la sezione in cui si presentano le opere provenienti dall’Ismailia Film Festival, oltre ai cortometraggi sperimentali del Lago Film Fest. “Artists for La Guarimba”: iniziativa ideata dall’artista venezuelana Sara Fratini, con una selezione di opere realizzate da 30 illustratori provenienti da tutto il mondo che hanno realizzato una versione della locandina del festival nella scorsa edizione, ognuno nella propria lingua.

copertina la guarimba

Quanti cortometraggi? Tanti: 493, un numero notevole per la seconda edizione, soprattutto se si pensa che la prima ne contava 303.

Da evidenziare anche l’appoggio della nuova giunta comunale di Amantea. Il sindaco Monica Sabatino e il vice sindaco Giovanni Morelli (anche assessore al turismo e allo spettacolo) hanno dimostrato interesse e sostegno al progetto, mettendo a disposizione la location.

A questo punto non ci resta che “chiacchierare” un po’ con Giulio Vita, come ci suggerisce il contributo inviato da Rossana Labonia il 16 aprile scorso, di cui riportiamo un frammento:

<< Giulio Vita, 25 anni, nasce ad Amantea, cresce tra il Venezuela e la Spagna, studia cinematografia a Madrid e dopo la laurea si ritrova senza lavoro. Non si piange addosso, ma nemmeno abbandona i suo sogni, decide di rimboccarsi le maniche e di ricominciare proprio da Amantea. Porta avanti la sua missione di risvegliare il cinema, slegandolo dalla politica, dalle autocitazioni, dai tappeti rossi, attraverso appunto un percorso che lo riporta alle origini, nel suo “posto sicuro” (“Guarimba” per gli indios venezuelani) dove gli artigiani del cinema possono esprimersi in libertà. Le parole di Giulio – in parte di seguito riportate – rappresentano l’emblema della Guarimba.

-Tutto inizia nel 2011 quando con l’aiuto di un gruppo di amici, coinvolgendo attori e professionisti del mondo del cortometraggio, viene realizzato un corto, “La mia Mantia”-. Il video fa il giro di vari festival ricevendo diversi apprezzamenti. -L’impressione è che il mondo del cinema sia in mano a un’oligarchia e che i festival sono tutti ingessati-.

Comincia così con gli amici una discussione sulla necessità di un festival libero, alternativo, che nasca dal basso. L’esperienza del cortometraggio e il supporto ricevuto dalla gente gli fa capire che una cosa del genere si può fare solo ad Amantea, raccontando la sua terra d’origine attraverso le storie «di chi lavora con le mani», come dice lui. Questi giovani hanno parlato della gente in maniera vera e questo li ha fatti conoscere ed apprezzare. Il risultato è che il paese ha abbracciato con entusiasmo il loro progetto e ha dato prova di grande solidarietà, a partire dagli albergatori, che hanno ospitato gratis i membri della giuria del Festival (tra cui l’ex candidato all’Oscar, Nacho Vigalondo), agli sponsor che sono occupati del vitto, al proprietario dell’Arena Sicoli, un vecchio cinema all’aperto da 900 posti, chiuso oramai da due anni, messo a disposizione senza pretendere un soldo. Ma il sogno di Giulio e dei suoi compagni non sarebbe stato possibile senza l’aiuto del web e i social network. Un tam tam diffuso su tutte le piattaforme , da Facebook, Twitter, Instragram, che alla fine ha portato i suoi frutti, ha aperto nuove strade, nonostante in questo periodo la crisi culturale sembri aver soffocato ogni iniziativa sociale >>.

Cinema Arena Sicoli, prima e dopo l'intervento dei Guarimberi

Cinema Arena Sicoli, prima e dopo l’intervento dei Guarimberi

Adesso riprendiamo quanto scritto da Vincenzo Giacco nel contributo testuale “Una storia calabrese”, per capire qualcosa in più dello “spirito Guarimba” e del sogno dei “guarimberos”:

<<L’anima della Guarimba ha varcato i confini dell’Arena Sicoli ed ha contagiato l’intera cittadina. Ciò che Giulio e i Guarimberi hanno realizzato è la dimostrazione che la volontà di fare e il saper fare possono cambiare il corso delle cose e concorrere alla realizzazione di qualsiasi sogno. La Guarimba ha piantato il seme di un nuovo metodo di concepire l’impegno sociale, una nuova consapevolezza per costruire il mondo che si vuole, ha curato la rassegnazione, ha scongelato il disinteresse, ha portato una nuova passione verso ciò che è di tutti. La magia del cinematografo non è servita soltanto a promuovere talenti nazionali ed internazionali, ma è diventata veicolo di promozione e di riscatto culturale, di valorizzazione delle specificità di un territorio, di esaltazione delle esternalità positive di un comprensorio, di ciò che di buono c’è in una comunità. La Guarimba è resistenza dinnanzi a tutto ciò che tedia gli animi ed oscura le menti. E’ resistenza alla retorica. Slegare il cinema per riportarlo alle sue origini, al suo “posto sicuro” (la Guarimba, appunto) si configura come metafora per slegare la società dalle sue peggiori tentazioni, per liberarla dalle catene che mordono alle caviglie costringendola al presente senza poter guardare al domani, per dissetare le passioni ed incitare al nuovo. Quest’evento ha rappresentato una ventata multiculturale che ha arricchito Amantea, una spinta all’economia locale, la dimostrazione che l’ottimismo della volontà è più forte di qualsiasi ostacolo. La Guarimba ha scosso questa cittadina del Tirreno cosentino, piantando il seme del cambiamento, promuovendo il valore del lavorare insieme, della necessità di un cambio di mentalità, di una nuova filosofia di protagonismo. L’idea che quando le cose non funzionano è allora che bisogna agire. La Guarimba è uno schiaffo alla Calabria che si arrende, alle forme di vittimismo. Ad Amantea si riscopre così il senso della condivisione; guardando a un futuro illuminato da un vecchio proiettore, ogni muro diviene uno schermo e in ogni sguardo si rintraccia un interlocutore del nuovo cinema collettivo…>>

Giulio e i Guarimberi a lavoro

Giulio e i Guarimberi a lavoro

Bene, è arrivato il momento di chiudere questa rielaborazione. Facciamolo con un post dello scorso aprile, firmato da Carlo Lettieri, che sintetizza bene l’obiettivo del Festival ed è insieme un messaggio di speranza, con l’augurio che possa rimanere impresso nei nostri ricordi, in quelli dei nostri lettori e sia di buon auspicio per i “guarimberos” e per il loro sogno, di giorno in giorno sempre più reale.

<<L’obiettivo del festival “La Guarimba” è quello di portare il cinema alla gente e la gente al cinema, con il fine di regalare la magia del cinematografo ai suoi abitanti, pubblicizzare il lavoro dei registi locali e internazionali, promuovere la cultura calabrese. Una terra generosa, quella calabrese, che non può essere menzionata dai giornali solo per la ‘ndrangheta, il malaffare, le sparatorie. La Calabria è anche altro, è fatta di persone perbene, generose ed è proprio grazie al loro lavoro collettivo che si è potuto mettere in piedi “La Guarimba”>>

QUESTA RIELABORAZIONE è STATA REALIZZATA GRAZIE AI CONTRIBUTI INVIATI DAI CITTADINI PARTECIPANTI ALLA STORIA “La Guarimba International Film Festival“. PER VEDERE I CONTRIBUTI CLICCA SUL TITOLO DELLA STORIA O SUI SINGOLI CONTRIBUTI IN CALCE A QUESTA RACCOLTA

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