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Trame 4, il Festival

Trame 4, il Festival

A Lamerzia Terme la quarta edizione del primo evento culturale in Italia dedicato ai libri sulle mafie_

Un diario collettivo, scritto da molteplici mani. Quelle mani che vogliono lasciare un segno, non vogliono dimenticare, che vogliono combattere e lo stanno facendo nel modo più intelligente: le mafie si distruggono così, “PARLANDONE”, analizzandole, sviscerandole. Ma soprattutto si combattono INSIEME, scendendo in piazza.

Di cosa stiamo parlando? Beh, è Trame 4, il primo evento culturale in Italia dedicato ai libri sulle mafie. Con 19 contributi raccolti e 6 cittadini attivi partecipanti, lo storytelling di Cinùria ha fatto assaporare il Festival dal vivo. Foto, testimonianze, impressioni inserite in tempo reale nei giorni compresi dal 18 al 22 giugno 2014: abbiamo respirato l’aria di questo importante evento. Un’aria positiva, che porta con sé la speranza del cambiamento per diffondersi in una Calabria che – diciamolo! – vuole voltare pagina e sta cercando di farlo con le forze più fresche che ha a disposizione.

Nel cuore della nostra regione, a Lamezia Terme, Trame ha accolto negli anni più di 350 ospiti che, attraverso le loro testimonianze, hanno parlato della lotta contro le mafie: esperienze dirette, inchieste, ricerche anche in territori lontani dal sud, immagini e filmati, i ricordi dei morti ammazzati.

Quest’anno è proseguito il percorso inaugurato 4 anni fa, con la denuncia e il risveglio delle coscienze.

Il tema dell’edizione 2014?

Le mani sulla mia città”. Il riferimento  è chiaramente alla pellicola del regista partenopeo Francesco Rosi, per raccontare con una metafora le conseguenze e la percezione dell’espansione delle mafie nella quotidianità del vissuto di tutti noi.

La vera forza di Trame?

Sono loro: i volontari. Trame infatti non esisterebbe senza il loro contributo attivo, la loro tenacia, la loro passione, cuore e anima del festival. Come ci ha spiegato Alessandra Renda, che ha avviato questa storia, <<Non esisterebbe nemmeno senza cittadini che credono fermamente che un evento del genere non vuole avere il compito di sconfiggere le mafie, ma di arginarle, di comprenderle e riconoscerle tramite la cultura, la conoscenza, il sapere, le buone opportunità date ai giovani, sempre più alla ricerca di stimoli positivi>>.

Lamezia, in cinque giorni, è in grado di offrire tutto questo.

Vediamo allora più da vicino i momenti salienti di quest’anno, secondo le tracce e le testimonianze lasciate dai nostri cittadini attivi.

Iniziamo con la conferenza stampa di presentazione, come raccontata da Matteo Scalise: <<Dopo gli interventi del direttore artistico Gaetano Savetteri e del presidente dell’Antiraket Lamezia, Armando Caputo, si è illustrato a grandi linee il programma di quest’anno … Vi è stato anche un breve saluto del sindaco della nostra città, prof. Gianni Speranza. Alla fine si è lasciato spazio alle domande dei giornalisti>>.

conferenza stampa

Il presidente dell’Antiraket Lamezia, Armando Caputo, e il direttore artistico, Gaetano Savetteri

Sempre di Matteo un’altra impressione sulla prima giornata, degna di nota, contenuta nel contributo “Diario semiserio della prima giornata”: <<Inauguriamo #trame insieme a mille e mille  risate, pacche di spalle, presentazioni fra di noi, anche e soprattutto con il gesto semplice ma simbolico di lanciare per aria volantini con su scritto tutto ciò che è mafia (corruzione, tangenti, omertà), quasi per “mandare a quel paese“ lo schifo che la mafia suscita in ognuno di noi. Questo sentimento lo provo fin da subito, nell’ascoltare fra il pubblico uno dei primissimi interventi della giornata. Non sto qui a spiegarvi i dettagli, perché non è mio compito, ma si parlava di un nuovo approccio della mafia, cioè quasi di una “mafia 2.0“ , ma che continua a celarsi per bene, che fa affari con i colletti bianchi, che ha posto la sua capitale economica al Nord, a Milano, che continua ad essere collusa forse più di prima con la politica e in generale con chi conta nel nostro paese: ci sarebbe da fare un elenco infinito su ciò che ho sentito, ma taccio, per evitarvi inutili conati di vomito>>.

volantini

Abbandoniamo tutto ciò che è mafia!

Allora, avanti con il Whorkshop “Trame d’informazione” a cura di Mimmo Calopresti:

mimmo calopresti

Mimmo Calopresti

E ancora, 3 importanti ricordi lasciati dalla cittadina attiva Valentina Gualtieri:

lo spettacolo teatrale “Donne di mafia” di Simonetta De Nichilo,  con Viviana Picariello, Simonetta De Nichilo, Anna Rita Gullaci, Matilde Piana, Tiziana Santercole, Chiara Spoletini, presso il Chiostro San Domenico Valentina Gualtieri;

Un momento dello spettacolo "Donne di mafia"

Un momento dello spettacolo “Donne di mafia”

lo spettacolo a cura di Giacomo De Girolamo, con intermezzi musicali curati dall’Ass. culturale Animula, nella Piazzetta San Domenico;

giacomo de girolamo

Giacomo De Girolamo

e “La corsa di Miguel”, reading di Attilio Bolzoni con Valerio Piccioni, in memoria della strage dei ciclisti sulla SS18, al Teatro Umberto.

Attilio Bolzoni

Attilio Bolzoni

Passiamo alle altre serate e leggiamo insieme una bella e profonda considerazione di Giorgio Vasta, dal titolo “Il festival Trame ci lancia un messaggio. Ma noi sapremo coglierlo?“:

<<Trame.4 costituisce l’ulteriore dimostrazione che questo festival sui libri contro le mafie funziona. … ancora una volta il festival Trame lancia un messaggio, il quale non ha subito variazioni nel corso di questi quattro anni. Esso si rispecchia in una massima del giudice Falcone, morto per mano della criminalità organizzata. “La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine“. Da ciò si evince che la mafia si può sconfiggere. Ci si chiede in quale modo e con quali mezzi. Attraverso le testimonianze scritte che in tante occasioni sono diventate veri e propri romanzi. Attraverso i disegni che vanno a costituire degli autentici fumetti e delle installazioni artistiche. Attraverso espressioni corporee teatrali e musicali quali i recital e i reading. Tali generi interpretativi vanno a costituire efficaci manifestazioni aventi il potere di istruire i più giovani, di far aprire gli occhi ai cittadini e di rendere unita la società odierna>>.

Trame.4

Trame.4

E se Valentina Gualtieri immortala  Marco Travaglio mentre relazione sul palco di Trame,

Marco Travaglio sul palco di Trame

Marco Travaglio sul palco di Trame

Matteo Scalise ci restituisce un’immagine più intima del noto giornalista,

Marco Travaglio e Matteo Scalise

Marco Travaglio e Matteo Scalise

ricostruendo a mente una sua riflessione: <<Un intellettuale è colui che per eccellenza è una persona libera, e che ha il dovere civico di mostrare la verità dei fatti a coloro che non la conoscono, ai “non intellettuali”. Ma gli intellettuali liberi come Pier Paolo Pasolini, che scrisse 40 anni fa “io so i nomi di coloro che hanno messo la bomba alla banca dell’Agricoltura, ma non ho le prove” non esistono ai nostri giorni>>.

Terminiamo questa ricostruzione con due considerazioni, che racchiudono lo spirito di Trame e spiegano bene cosa rappresenti questo festival per i volontari, per Lamezia e per la Calabria tutta.

Giorgio Vasta chiosa con queste parole: <<Trame significa fiducia, risate, affetto, gioco, scherzo e, delle volte, anche litigio. È un’esperienza che aiuta a crescere e a scorgere con più chiarezza la propria strada e la propria identità>>.

L’ultimo contributo è di Francesca Servino:

<<Anche se sono alla mia prima esperienza spero di aver contribuito attivamente, come tutti gli altri volontari, per la riuscita del festival. Di fronte ai disguidi sono riuscita a cavarmela, non mollando mai. Nel festival nessuno dei volontari ha un ruolo primario o secondario, tutti diamo ciò che possiamo e anche quel poco che si riesce a dare è sempre una mano in più. Posso definire Trame uno delle tante esperienza stimolanti, un arricchimento, un alternarsi di testimonianze, di impegno, divertimento. Consiglio a tutti di partecipare per conoscere quelle qualità nascoste che ognuno di noi ha. Oggi questo breve “viaggio” termina, ma è solo un arrivederci al prossimo anno>>.

Questa è la nostra Calabria, la Calabria migliore, quella che vuole andare avanti e che le mani le sta utilizzando per voltare pagina.

 

 

 

 

 

Un commento

  1. Questa è la VERA Calabria!!!

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