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Raccolte - Territorio

La Gardia d’Oc e l’occitano

La Gardia d’Oc e l’occitano

Perché raccontare le attività dell’associazione “Gàrdia d’Oc” di Guardia Piemontese (CS)? Semplice, per recuperare un prezioso patrimonio culturale e contribuire alla tutela della lingua occitana_

La diversità linguistica è un patrimonio di valore inestimabile: è cultura, tradizione, memoria. Va tutelata.

E la rielaborazione che proponiamo, tratta dalla Storia “La Gàrdia e l’Occitano in Calabria”, lanciata da Stefania Chimenti, non fa che traslare questo pensiero in azione. Pratica. Come? Beh, attraverso la  narrazione dell’operato di un’associazione, la “Gàrdia d’Oc”, e il racconto di attività, ricorrenze e avvenimenti che sembrerebbero legare la Calabria a tradizioni lontane, per farci scoprire quanta ricchezza culturale può sprigionare il nostro territorio, la nostra terra.

L’associazione “Gàrdia d’Oc”, a cui partecipano numerosi cittadini guardioli, opera nel territorio di Guardia Piemontese, paese della costa tirrenica cosentina, dove è ancora viva la cultura e la lingua occitana e nasce il 19 Settembre 2010 sotto la spinta del riconoscimento istituzionale del medesimo idioma, allo scopo di salvaguardare e valorizzare il patrimonio culturale e linguistico “occitano”. Come ci ricorda Loide Mazzei, che ha intervistato il presidente dell’associazione, Domenico Iacovo, l’associazione è composta da guardioli occitani e non residenti in Italia, ma anche occitani di Francia. Ha un organico di circa 50 iscritti ovvero l’equivalente di 1/4 degli occitani di Guardia Piemontese.

Si organizzano convegni, spettacoli teatrali e musicali. A tal proposito merita una menzione il gruppo musicale Vent de Nòtes, composto da ragazzi del luogo, che si occupa esclusivamente di musica occitana.

Inoltre, si realizzano ricerche e opere di divulgazione culturale. Tutte le attività, naturalmente, sono orientate alla partecipazione attiva dell’intera comunità guardiola. Non va dimenticato, inoltre, che la stessa Regione Calabria, con propria legge regionale, in attuazione della legge nazionale 482/1999, tutela la parlata della popolazione occitanica di Calabria e promuove la valorizzazione e divulgazione del patrimonio linguistico, culturale e materiale.

Benvènhut a la Gardìa

Benvènhut a la Gardìa

Ma facciamo un passo indietro e vediamo cosa ci dice Valentina Trotta sulla “Storia dell’Occitano in Calabria”, con il contributo dell’8 maggio scorso:

<< L’occitano, originario per la maggior parte delle valli valdesi del Piemonte, è una lingua che in Italia è nota soprattutto sotto il nome di “provenzale”. È la lingua dei trovatori, ma per secoli è stata la lingua di tutto il sud della Francia. In Calabria l’occitano è arrivato con i valdesi attorno al XIV secolo, i quali si stabilirono nella valle del Crati a nord di Cosenza, a Guardia per l’appunto, per sfuggire alle persecuzioni e alle intolleranze religiose vissute nelle proprie terre in Piemonte. Questa lingua si è conservata a Guardia grazie alla posizione geografica del paese, isolato sulla sua collina a 514 metri sopra il mare, infatti fino a metà del ‘900 non c’era una strada che collegasse il paese con la costa e con gli altri paesi della zona. Oggi l’occitano è riconosciuto come lingua istituzionale, anche se è parlato da sempre meno persone >>.

Molto interessante anche quanto raccontato dalla nostra “storica” Valentina, con il contributo del 21 maggio 2014, dedicato specificamente al passato di Guardia Piemontese:

<< Guardia Piemontese (La Gàrdia in lingua occitana) ha la particolarità di essere l’unica isola linguistica occitana del meridione italiano, dovuto al fatto che fu fondata nel XII secolo da rifugiati valdesi provenienti da Bobbio Pellice in Piemonte. Era conosciuta in passato anche come Guardia Lombarda. Già nota con il nome di Casale di Fuscaldo, chiamata successivamente Guardia Fiscalda, Guardia dei Valdi e Guardia Lombarda, solo in anni più recenti ha preso la denominazione attuale di Guardia Piemontese. L’aggettivo “piemontese“ del nome, deriva dall’origine valdese della popolazione locale, la quale a causa della povertà, dell’intolleranza religiosa e delle persecuzioni subite nelle proprie terre, in Piemonte, dovette fuggire alla ricerca di un luogo più sicuro e ospitale e si trasferì in Calabria dove fondò il paese di Guardia. Altre comunità di valdesi si stabilirono in alcuni paese vicini, a Montalto Uffugo, e a San Sisto dei Valdesi.

I Valdesi arrivarono in Calabria tra il XII e il XIII secolo dal Piemonte, provenienti soprattutto dalla Val d’Angrogna e dalla Val Pragelato. Gli abitanti di Guardia Piemontese vissero senza conflitti per due-tre secoli con le comunità cattoliche circostanti. Dopo la loro adesione alla riforma protestante il cardinale alessandrino Michele Ghislieri (futuro papa Pio V), deliberò che venissero annientati sia i valdesi del Piemonte che quelli della Calabria. Scatenò così contro di loro una crociata e li sterminò. La persecuzione religiosa si portò, in tempi antichi, fino nella parte antica di Guardia (il cosiddetto “paese“) con scontri e violenze e l’uccisione di gran parte della popolazione, comprese donne e bambini. I pochi superstiti scampati al massacro furono costretti alla conversione. Rimane a tal testimonianza la porta del sangue, chiamata così dal 5 giugno 1561, oltre ai nomi delle strade che ricordano tali fatti storici  >>.

Porta del sangue

Porta del sangue

Altro memento storico: dopo la strage contro i Valdesi del 1561, fu imposto dall’Inquisizione su tutte le porte del borgo di Guardia Piemontese lo spioncino, che consentiva il controllo costante da parte dei frati domenicani sui valdesi sfuggiti al massacro e convertiti con la forza al Cattolicesimo.

Porta con spioncino

Porta con spioncino

Alla strage del 1561 è legata un’altra opera commemorativa, la “Torre Pellice”, che possiamo osservare grazie al contributo inviato da Loide Mazzei  il 26 maggio scorso:

Torre Pellice

Torre Pellice

Posta nella Piazza Chiesa Valdese, è così denominata perché qui anticamente sorgeva il tempio Valdese. Un lastrone di roccia alpina, collocata a specchio su una base di cemento armato. Fu portata dai monti di Torre Pellice (TO) nel 1975. Vi è incisa una scritta molto significativa per il popolo guardiolo, tratta dal verso del Profeta Isaia (51.1): «Considerate la roccia da cui foste tratti». Sotto la Roccia è stata posta una lapide, su cui sono riportati i 118 nomi dei martiri guardioli uccisi in quella tragica notte del 5 giugno 1561.

Ma passiamo ai progetti, alle note di colore e ad alcune curiosità.

Tra le principali iniziative, l’associazione, in collaborazione con il comune di Guardia Piemontese, nonché con altre associazioni dei territori occitani di Piemonte e Francia, organizza annualmente la primavera occitana che si tiene nel mese di aprile, e la settimana occitana, realizzata ad agosto, con la sfilata del carnevale occitano, caratterizzate entrambe da una serie di spettacoli e conferenze a cui partecipano anche occitani delle comunità piemontesi e d’oltralpe.

Il costume delle donne guardiole si presenta in un duplice aspetto: quello di tutti i giorni (in uso fino a pochi anni fa) chiamato tramontana e quello da sposa chiamato dournë

Il costume delle donne guardiole si presenta in un duplice aspetto: quello di tutti i giorni (in uso fino a pochi anni fa) chiamato tramontana e quello da sposa chiamato dournë

Questi scambi hanno lo scopo di conservare l’idioma, che negli ultimi tempi sta progressivamente scomparendo.

A proposito di scambi, segnaliamo quello menzionato da Stefania Chimenti, con il liceo “Bagatelle“ e il liceo “Joseph Saverne“ di Tolosa (capitale dell’Occitania) nella cittadina di Guardia Piemontese: rientrava nel progetto “Raiç Enquimun“ (Radici in comune) promosso dall’Associazione Culturale Occitana Gàrdia d’O.c e dall’Agenzia di Viaggi “Viatge d’Oc“ di Peveragno (CN) e tenutosi dal 4 al 7 aprile 2011 (PER VEDERE IL VIDEO CLICCA anche QUI)

L’associazione “Gàrdia d’Oc” è sostenuta attivamente dal Comune di Guardia Piemontese in tutte le sue attività e all’interno della sede comunale addirittura è attivo uno sportello linguistico gestito dall’associazione stessa.

Una particolarità degna di nota è che la lingua occitana è usata anche nelle comunicazioni ufficiali del comune: basti pensare che è prevista la formazione linguistica dei dipendenti, affinché possano comunicare con i cittadini guardioli.

Sono operativi sia lo sportello linguistico presso il comune, che corsi di lingua nelle scuole stesse. Le persone coinvolte hanno un’età compresa tra 15 e 40 anni. Gli strumenti di divulgazione utilizzati per pubblicizzare gli eventi sono il sito istituzionale del Comune di Guardia Piemontese, manifesti cartacei e il giornale locale.

 L’associazione “Gàrdia d’Oc” è aperta alla promozione di altre comunità del territorio calabrese come quelle Arbëreshë e grecanica.

Sede dell'associazione

Sede dell’associazione

Nel dettaglio, vanno anche segnalati alcuni gemellaggi. Ad esempio, il 16 luglio 2012 se ne è tenuto uno a battesimo a Guardia Piemontese, presso la Sala Operaia, organizzato dalla medesima associazione, in collaborazione con l’Associazione Culturale Greco-Calabra ”Stella del Sud-Astro tu Notu” (Bova Marina-RC) e il Comitato Organizzativo Giovanile Arbreshe (Firmo). Lo scopo della manifestazione è stato quello di tenere unita la sopravvivenza delle tre culture. Hanno partecipato ai lavori i Gruppi Organizzatori, sottoscrivendo un documento d’intesa. Dopo la manifestazione, c’è stato lo scambio di doni simbolici. A seguire, i gruppi hanno sfilato per le vie del borgo, in costume, suonando le musiche tradizionali e, arrivati in Piazza Pietro Valdo, si sono esibiti i vari gruppi musicali, ad alternanza, con pezzi musicali tradizionali occitani, arbreshe, grecanicioccitani e grecanici.

Gemellaggio

Gemellaggio

Chiudiamo questa ricostruzione con una “nota” di grande interesse per la cultura occitana.

La musica.

Abbiamo già detto che ad animare le feste tradizionali occitane ci pensa il gruppo musicale “Vent de Nòtes”, composto da ragazzi del luogo, che propongono il repertorio classico della musica occitana.

Vent de Nòtes - Gruppo Musicale Occitano

Vent de Nòtes – Gruppo Musicale Occitano

Quindi, non possiamo che salutare la nostra Raccolta proponendo il contributo inserito da Stefania, che ha lanciato questa interessantissima storia, ovvero un “musical della cultura occitana”,  scritto e diretto da Domenico Iacovo ed eseguito dal Gruppo Musicale Occitano Vent de Nòtes con il patrocinio dell’Associazione Culturale Occitana Gàrdia d’O.c. (PER VEDERE IL VIDEO CLICCA ANCHE QUI)

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