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“I colori del Castello e dell’Abbazia”

“I colori del Castello e dell’Abbazia”

Descrizione: Impegno, passione, colori, cultura e tradizione sono le parole chiave di questa storia, caratterizzata da un forte interesse per il proprio territorio e dalla voglia di riportare alla luce e far conoscere elementi di un passato ricco di storia, che non va di certo dimenticato!
Il progetto svolto grazie alla collaborazione tra l’Ing. Rocco Purri, il Dipartimento di Fisica dell’Unical, la sovrintendenza ai beni archeologici della Calabria e l’Associazione Archeologica Lametina, ha portato alla realizzazione della mostra “I Colori del Castello e dell’Abbazia” presso il Museo Archeologico Lametino.
Il punto di partenza è stato il ritrovamento di numerosi reperti di epoca medioevale tra i ruderi del Castello normanno-svevo di Nicastro e dell’Abbazia Benedettina di Sant’Eufemia. In seguito allo studio approfondito condotto nel laboratorio di archeologia sperimentale dell’Ing. Rocco Purri, sono stati restaurati e rinnovati circa 80 manufatti di ceramica, oggi oggetto della suddetta mostra. Due anni di intenso lavoro, svolto in cooperazione tra i vari enti, hanno permesso la ricostruzione morfologica, la sintassi decorativa (che ha rivelato l’eccezionale fantasia dell’artigiano medioevale), la riproduzione delle tecniche di cottura, quindi l’intero processo produttivo di questi reperti.
Grazie a tutto ciò, oggi è possibile ammirare una lunga serie di teche, attrezzate con pannelli illustrati e ampiamente esplicativi, in cui sono presenti piatti e vasellame di uso quotidiano. I colori predominanti nei decori sono i colori del Mediterraneo, il giallo e il verde. Il grande valore di questa mostra è anche nella tipologia stessa dei manufatti, tanto è vero che vi sono soprattutto scodelle, anfore, caraffe e piatti da portata, tutti oggetti che permettono di riscoprire le antiche tradizioni e, allo stesso tempo, immedesimarsi nella quotidianità dell’epoca.
Un’epoca caratterizzata da maestranze di alto livello che lavoravano a ritmo molto sostenuto, esprimendo tutta la loro creatività e fantasia in opere sempre nuove, nelle forme e nelle decorazioni, e che utilizzavano tutti materiali autoctoni.
Infatti, l’approvvigionamento delle materie prime, raramente, almeno in Calabria, superava l’ambito regionale. Dai giacimenti esistenti nella zona compresa tra Parghelia e le Serre si ricavavano sia l’argilla, sia i pigmenti naturali utilizzati per le decorazioni, quali ossido di rame, minerali di ferro e argille caolinitiche.
Di conseguenza, anche le ricerche di campo effettuate per reperire i pigmenti (minerali di ferro e manganese, sabbie di quarzo e argille caoliniche) sono rientrate nella fascia di territorio tra Parghelia e Tropea, passando per i territori di Soriano e delle Serre fino ad arrivare a Stilo e Bivongi. Mentre le argille sono state prelevate nell’area di Mileto, Soriano Calabro e Serra San Bruno. Per la realizzazione di questo progetto è stato, quindi, prezioso l’apporto di tutte le risorse a disposizione, per raccogliere tracce, formulare ipotesi, attraverso un’intensa attività di indagine analitica e di verifica sperimentale.
Questi sforzi sono stati ripagati, ora la mostra resterà allestita fino ad agosto, per poi diventare itinerante. Può rappresentare un buon modo per spronare la cittadinanza, e non solo, ad approcciarsi alla storia della nostra terra. Come lo è stato, ad esempio, per gli studenti del laboratorio giornalistico del Liceo Tommaso Campanella di Lamezia Terme, che nel mese di aprile hanno visitato la mostra e hanno avuto modo di ricevere una dettagliata introduzione dallo stesso curatore, l’Ing. Rocco Purri, approfondendo, così, la conoscenza di questo patrimonio. Proprio come può fare chiunque abbia voglia di scoprire questo immenso tesoro, che poteva andare perso ma, fortunatamente, è stato riportato al suo splendore ed è stato reso accessibile a tutti.

Obiettivi: Vorrei proporvi un viaggio nel tempo! Un tuffo nel passato! Dai frammenti venuti alla luce tra i ruderi del Castello di Nicastro e dell’Abbazia Benedettina di Sant’Eufemia è nata una mostra che riesce a testimoniare la grande tradizione e cultura di un territorio ricco di risorse! Frutto di un proficuo lavoro svolto in grande sinergia, per non perdere la lunga tradizione dell’arte della ceramica così radicata nella nostra regione. Una mostra che «illumina l’oscurità con cui si tende ad avvolgere il Medioevo», come affermato dall’archeologo Francesco Cuteri nella cerimonia di apertura dell’evento.
Il mio obiettivo è quello di farvi conoscere questa mostra, perché rappresenta la voglia di riscoprire la nostra storia, e testimonia quanto ancora si può fare per far sì che il nostro patrimonio archeologico non vada perduto, ma anzi diventi un punto di forza anche in termini turistici.
Abbiamo la grande fortuna di avere un territorio così ricco, perché non valorizzarlo?

 

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